Riflessioni intorno alla scuola

Il Latino è vivo. Viva il Latino!

Riflessioni sul Metodo Ørberg

L’interesse, la dimensione emotiva ed affettiva sono fattori decisivi nell’apprendimento di una disciplina, tanto più se si tratta della lingua latina, considerata da alcuni come un residuo del passato, ma che, invece, è uno strumento in grado di farci superare i confini del tempo; la lingua nella quale è stato per secoli elaborato il pensiero occidentale; il valore formativo della quale è, per così dire, potenziato dal metodo induttivo – contestuale (metodo Ørberg, chiamato anche “metodo natura” per analogia con il modo in cui si apprende la lingua madre), poiché esso libera gli studenti dalla spiacevole sensazione che il latino sia fondamentalmente un insieme di regole astruse (pregiudizio con il quale, spesso, varcano la soglia del liceo) e li rende consapevoli, attraverso la pratica quotidiana, che il latino è, invece, un organismo vivo, di cui riescono davvero a padroneggiare il lessico e le strutture linguistiche, perché queste, dapprima, sono semplici e si fanno, poi, più complesse man mano che ci si inoltra nell’intreccio narrativo di Familia Romana.

Il piacere della narrazione e la capacità di “pensare” e di esprimersi in latino, dunque, terranno desta la motivazione dello studente nello studio della lingua e questa padronanza, infine, gli permetterà di apprezzare la bellezza dell’espressione e la profondità del pensiero degli autori classici.

Prof.ssa Fiorella Vultaggio

Frequentemente mi sono soffermata a riflettere sull’importanza dello studio della lingua latina e sul metodo di insegnamento che potesse risultare maggiormente efficace per il suo apprendimento nel contesto classe. Il latino prevede infatti una metodologia per certi versi anomala in quanto lo studiamo per “conoscerlo”, non per “parlarlo”.

L’idea di adottare il Metodo Ørberg nasce dalla ferma volontà di superare il concetto di latino come lingua morta, di veicolo comunicativo distante e difficilmente penetrabile, e di farlo apprezzare ai giovani studenti sotto una nuova luce che li attraesse e li coinvolgesse con maggiore emotività rispetto all’apprendimento affidato al metodo tradizionale a carattere grammaticale-traduttivo.

La storia di Familia Romana e dei suoi personaggi ci consente, attraverso un tessuto ricco di storie e di descrizioni vivaci, di entrare nelle case degli antichi romani, di sentirne le voci, di conoscerne la quotidianità, la vita scolastica in un gioco linguistico e culturale che traccia un continuum tra il passato, percepito come un mondo non più distante ma familiare, ed il nostro presente.

Il latino induttivamente appreso non è più vissuto come una lingua fatta di regole grammaticali ma diventa il piacere di dialogare col passato mediante l’uso della lingua veicolare degli antichi al quale si aggiunge un ingrediente di non poca importanza, ovvero il coinvolgimento attivo dello studente che apprende e che, finalmente, percepirà il latino come lingua “viva”.

Prof.ssa Emilia Corda

 

La parola agli alunni

Latino: materia nuova per noi studenti del primo anno del liceo scientifico Ruggieri. Chi non ha mai sentito dire, in ambito scolastico, che il latino è una materia “difficile” e “noiosa”? Sicuramente tutti.
E se vi dicessimo che non è esattamente così? Esiste un modo diverso rispetto per apprendere la materia in questione: questo è il metodo Ørberg o “Metodo Natura”.

Si tratta di un metodo che permette di imparare la grammatica latina per mezzo della lettura di una storia che, per quanto riguarda il nostro libro di testo, racconta delle vicende di una famiglia romana.
Per noi è stata una sorpresa sotto tutti i punti di vista. Ci siamo trovati ad aver a che fare con un latino completamente rinnovato. Quest’ultimo si è trasformato, grazie al metodo adottato da alcuni docenti del Liceo Scientifico, in una materia per niente difficile, interessante e spesso divertente. Per questo, secondo noi, la scelta dello studio del latino con il metodo Ørberg è una valida opzione per questa scuola.
Sappiamo bene che c’è chi, come noi l’anno scorso, è pieno di dubbi.
Noi vi auguriamo di fare la scelta giusta e vi consigliamo di non farvi influenzare dalle voci che affermano la “difficoltà” e l’aspetto noioso del latino.

Lucrezia Rizzo e Gabriele Bonafede classe IG

Personalmente ho usato entrambi i metodi per imparare il latino, alle medie quello classico e adesso questo nuovo metodo. Mi sento quindi in condizione di poter giudicare quale sia il migliore per iniziare. Ebbene il metodo Ørberg è sicuramente ottimo per approcciarsi al latino e comprenderne le basi, cosa che il metodo classico fa male, iniziando con lunghe serie di terminazioni da imparare a memoria. Ciò è estremamente pesante per chi è asciutto della materia, mentre il metodo Ørberg ha un approccio più “soft”.

Alessio Balistreri classe IF

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COME MAI AVETE VOLUTO STUDIARE IL LATINO?

Beh, anche se molti ragazzi considerano il latino una lingua ormai morta e in disuso, abbiamo deciso di iniziare questo percorso proprio perchè ci affascina conoscere qualcosa di nuovo e da pochi conosciuto.

MA SECONDO VOI A COSA SERVE REALMENTE IL LATINO?

Secondo noi, questa lingua serve ed aiuta a comprendere meglio la lingua italiana e anche ad ampliare il nostro linguaggio.

AVETE AVUTO DIFFICOLTÀ AD IMPARARE QUESTA LINGUA?

Diciamo, più che difficoltà, perplessità. D’altronde il latino non è molto semplice. Fortunatamente, da quest’anno la nostra scuola ha inserito un nuovo metodo di studio del latino: Metodo Ørberg che consiste principalmente nel riprodurre le condizioni prevedibili in cui una persona, ignara della lingua latina, si troverebbe se circondata da un’antica famiglia Romana. Alla fine, però, il livello di studio è comparabile a quello ottenuto con il metodo tradizionale perché l’aspetto grammaticale non viene affatto trascurato.

PENSATE CHE IL LATINO POSSA ESSERVI UTILE IN FUTURO?

Desireè: Personalmente penso che mi possa essere molto d’aiuto, se un giorno, come spero accada, possa trovarmi in un laboratorio astronomico. Potrebbe essermi utile per esempio per comprendere l’origine di molti termini tecnici e chissà, magari potrò coniarne di nuovi.

Aurora: Io, invece, da grande vorrei fare il magistrato e credo che anche a me il latino possa servire molto per lo stesso motivo. Questa lingua, in fondo, è la base delle parole che usiamo quotidianamente e quindi ci consente di porre solide fondamenta nella comprensione della lingua italiana.

Desireè Tranchida e Aurora Romeo – classe IH