Divertimento, serie TV

The Simpsons

immagine simpson

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti, ma come “fosse” la televisione senza i Simpson?

Si è infatti giunti alla trentesima stagione, un numero veramente imponente, quasi spaventoso, quando si parla di una serie tv. Dovrebbe essere un momento di grande celebrazione, perché per arrivare a un simile traguardo significa essere entrati nella storia della tv e ben oltre, nella cultura popolare del proprio paese.

Ma quali sono stati i fattori che hanno permesso tale fama? Dove è iniziato il tutto?

In questo articolo parleremo delle origini, curiosità e caratteristiche della celebre famiglia gialla di Springfield:

  • I Simpson nacquero nella sala di attesa di James L. Brooks, il produttore del Tracey Ullman Show, un programma televisivo a sketch che trasmetteva per lo più brevi scene umoristiche e che andava in onda sulla rete televisiva FOX. Brooks voleva intervallare alle scenette brevi corti di animazione e pensò che il fumettista Matt Groening potesse fare al caso suo. Secondo la versione raccontatapiù volte dallo stesso Groening, i Simpson nacquero in pochi minuti, mentre il fumettista attendeva di essere ricevuto da Brooks per presentargli la sua idea. Fu su una poltroncina della stanza di attesa che nacquero Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, con nomi scelti tra quelli della stessa famiglia di Groening. L’idea di una famiglia con molti difetti e lontana da quelle perfette di diverse serie televisive andate in onda nei decenni precedenti piacque a Brooks. I corti furono quasi da subito un successo, Brooks, si persuase che valesse la pena di sperimentare un formato diverso e si mise al lavoro per trasformare le storie di quella strana famiglia, in una serie televisiva vera e propria. Ad oggi sono più di 670 gli episodi messi in onda.
  • Perché i Simpson sono gialli?Gli animatori avevano fatto diverse prove di colori dei personaggi. Matt Groening ha scelto il giallo perché in questo modo il programma era facilmente ed immediatamente riconoscibile per chi faceva zapping tra i canali, che poteva immediatamente riconoscere i Simpson in una frazione di secondo, ed inoltre il colore poteva incuriosire chi non conosceva il programma e spingerlo a fermarsi sul canale.
  • Simpsonsono i nuovi Maya. Hanno previsto eventi e invenzioni che si sono poi verificati nella realtà, dallo smartwatch all’iPod passando per il telefono per videochiamate. Da brivido anche i vaticini relativi a eventi come la presenza di Lady Gaga al Super Bowl e la molto più inimmaginabile previsione dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America.
  • Il nome Bartè stato scelto perché è un anagramma di ” monello “: ossia brat.
  • Matt Groeningstesso dà la voce a Maggie Simpson, la piccola della famiglia.
  • La lunghezza della sequenza della gag iniziale del divano dipende dal tempo di cui gli autori hanno bisogno per finire l’episodio: se l’episodio è corto la gag è più lunga e viceversa.
  • L’espressione “D’oh!”usata da Homer nel 2001 è stata addirittura inserita nell’Oxford English Dictionary come suono onomatopeico. L’espressione è stata inventata da Dan Castellaneta, il doppiatore americano di Homer che l’ha ripresa da Jimmy Finlayson, l’attore di Stanlio e Ollio che aveva storpiato l’inglese “Damn!”.
  • Perché è stata fatta morire la moglie di Flanders? I Simpson sono stati i primi “assassini” in prima serata di un personaggio ricorrente della serie. A fare una brutta fine nell’undicesima stagione è stata Maude, la moglie di Ned Flanders. Il motivo? La doppiatrice originale, Maggie Roswell, voleva essere pagata di più e minacciò di lasciare lo show. Così la fecero fuori, letteralmente parlando.
  • La taverna di Boe è il bersaglio preferito di Bart per i suoi scherzi telefonici diventati ormai iconici. Il numero del locale è 764-84377 e, digitando le cifre in questo preciso ordine su un telefono vecchio stampo, indovinate quale parola esce fuori? Smithers!
  • I Simspon e Futurama condividono lo stesso creatore, Matt Groening, sono infatti diversi i crossover di cui hanno fatto parte.
  • Non solo Trump, infatti i Simpson sono famosi per aver predetto il crollo delle Torri Gemelle avvenuto l’11 settembre 2001. In una puntata dal titolo «New York City vs Homer Simpson», c’è un momento che allude all’attacco dell’11 settembre del 2001 al World Trade Center di New York. Si tratta di un volantino che sponsorizza un viaggio in autobus a New York per 9 dollari. Il 9 appare di fianco alla sagoma delle Torri Gemelle, creando la data 9/11.
  • Il nome completo di Milhouse, il migliore amico di Bart, è Milhouse Mussolini Van Hooten; si scoprirà in seguito che ha infatti origini italiane.
  • Nell’episodio “The Wizard of Evergreen Terrace” Homer sogna di diventare il più grande inventore del suo tempo. A un certo punto compare una lavagna sulla quale, è scarabocchiata un’equazione complessa. Questa equazione è una piccola parte di quella che sarebbe diventata la particella del bosone di Higgs, o “particella di Dio”, che è stata scoperta nel 2012.
  • Per moltissimi anni non si è saputo dove fosse Springfield, la città in cui abita la famiglia Simpson. In molti episodi e nel lungometraggio dei Simpson si danno indicazioni relative alla localizzazione geografica di Springfield tuttavia le informazioni variano (volutamente) di volta in volta. Il motivo per cui il creatore della serie, Matt Groening, ha scelto il nome “Springfield” è perché si tratta della cittadina più comune negli States: l’America pullula di Springfield e Groening ha voluto sceglierla perché gran parte del pubblico potesse pensare “Quella è la mia Springfield”. Di certo lo penserà proprio Matt: lui è nato in una città che si trova in Oregon, molto vicino a Portland, che indovinate un po’ come si chiama? Esatto! Solo recentemente ha confessato che la Springfield di Homer è proprio la sua città natale.
  • Gli unici personaggi ad avere 5 dita sono Dio e Gesù, infatti gli altri personaggi hanno 4 dita.
  • Il film non è mai stato proiettato in Birmania perché in tale stato esiste una bizzarra legge che vieta il colore giallo e il colore rosso nei film.
  • Per concludere con le previsioni del famoso programma televisivo, parliamo della sua recente acquisizione da parte dell’azienda del famoso topo, la Disney, che ha recentemente acquistato anche la Marvel Studios e la LucasFilm Ltd. Questo evento ovviamente è stato predetto dalla stessa serie, In “When You Dish on a Star” c’è un cartello che recita “20th Century Fox, una divisione di Walt Disney Co.”

 E voi eravate a conoscenza di queste 10 curiosità sui Simpson?

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi raccomando, una volta rientrati a casa dopo scuola, sintonizzatevi su Italia 1 dove troverete la famiglia gialla

 ad aspettarvi!

                                                                              Lorenzo Lombardo|Edoardo Giacalone| 2H

 

 

 

Film, Iniziative, Rubriche, serie TV

Peaky Blinders

foto silvia

Peaky Blinders è una serie televisiva ideata da Steven Knight. La storia è ambientata negli anni 20, nel primo dopoguerra a Birmingham, in Inghilterra. È quindi un periodo molto difficile, l’Inghilterra che ci viene raccontata è simbolo dell’arretratezza sociale,tra oscurità e caos, guerra e povertà, strade invase da fumo proveniente dalle industrie, e dove molti uomini impazziscono a causa del ricordo dell’orrore vissuto nelle trincee. Ma c’è chi vuole lasciarsi il passato alle spalle e creare un futuro ed un mondo migliore sulla base del proprio potere e del proprio successo, entrando nel giro delle corse clandestine dei cavalli, delle scommesse e del mercato nero, si tratta di Thomas Shelby.

È il capo della famiglia Shelby (che rappresenta il fulcro della serie e i cui principali componenti sono Thomas, i fratelli Arthur e John, la sorella Ada e la zia Polly) e capo della gang Peaky Blinders.

Il nome del gruppo deriva dal copricapo che erano soliti indossare, all’interno del quale erano cucite delle lamette usate come armi. Thomas Shelby è interpretato dall’affascinante Cillian Murphy, che con la sua solita sigaretta in bocca e il bicchiere di whisky in mano e con il suo mistero, con la sua intelligenza ed astuzia riesce a rendere sempre più interessanti le varie situazioni in cui si trova la famiglia, ed è proprio questo che colpisce della serie,cioè la capacità di catturare l’attenzione in un periodo storico solitamente considerato noioso da noi giovani.

Thomas è,tra i vari personaggi,quello che subisce le pressioni maggiori, ha la responsabilità della sua azienda e della sua famiglia, infatti è sempre pronto ad aiutare i suoi due bracci destri nonchè fratelli Arthur e John, anche se in alcune occasioni alcuni componenti della sua famiglia non sono conformi alle sue scelte e al suo modo di agire, lui riesce sempre a portarli dalla sua parte.

E’ la mente dei vari piani, ma nonostante sia un ladro ed un assassino, tutto quello che fa lo fa per garantire a lui e alla sua famiglia la possibilità di vivere in futuro nella legalità. Tutto è svolto però all’insegna della corruzione, dove legalità e giustizia non esistono e a dettare le regole del vivere quotidiano sono dei gangster, mentre la polizia rimane a guardare fingendo di non vedere abusi e violenze. Ovviamente non tutto fila liscio per la famiglia Shelby, tra problemi familiari, intrighi e cuori spezzati, si ritrovano infatti a fare i conti con molti antagonisti, da ricordare è per esempio l’ispettore Chester Campbell che arriva in città con il desiderio di liberare Birmingham dalla corruzione e dall’illegalità anche se alla fine si rivela un personaggio squallido,capace di tutto pur di vincere contro Thomas e al suo fianco troviamo la bellissima Grace Burghess, agente sotto copertura che ha il compito di avvicinarsi sempre di più a Thomas per ricevere più informazioni possibili, del quale il protagonista s’innamorerà.

I Peaky Blinders sono realmente esistiti nella seconda metà del 1800 e si trattava di un’ organizzazione criminale nata come ribellione nei confronti del governo. Mentre nella realtà di quel tempo le donne erano trattate male e considerate inferiori rispetto agli uomini, nella serie invece alcune donne giocano un ruolo fondamentale, ricordiamo per esempio zia Polly, una donna molto forte e decisa che può essere considerata come la ‘fidata consigliera’ di Thomas,e che porta avanti l’azienda dal punto di vista economico, o la sorella Ada, una donna indipendente che rinnegherà più volte la sua famiglia a causa della loro criminalità e illegalità e le conseguenze che portano. Peaky Blinders è una serie assolutamente da vedere proprio perchè il contesto in cui sono svolte le varie vicende è reale, proprio come lo sono i drammi subiti dagli uomini tornati dalla guerra e che da essa non si sono mai ripresi e soprattutto il desiderio di pace delle povere persone.

’You can change what you do, but you can’t change what you want’ -Thomas Shelby

Silvia Sorrentino  IV F

Rubriche, serie TV, Tempo libero

 Oltre lo specchio

Ogni mattina, appena svegli , siamo soliti guardarci allo specchio anche se, riferendoci ai nostri tempi, potremmo dire che gli specchi che ogni giorno osserviamo sono di due tipi.

Importante rispondere a una domanda: qual è lo specchio a cui prestiamo più attenzione, quello che ogni mattina ha il potere di sbatterci in faccia la realtà o quello attraverso cui possiamo osservare una “realtà” poco più che digitale?

A questa domanda risponde in modo piuttosto drastico la serie TV britannica “Black Mirror”, prodotta da Charlie Brooker e caratterizzata da attori e scenari diversi ad ogni episodio. Il titolo significa letteralmente “specchio nero” ed è un chiaro riferimento allo schermo di un cellulare o di un qualsiasi dispositivo tecnologico. Se durante il tempo libero si ha voglia di una serie leggera per distrarsi dai pensieri quotidiani, di certo quella appena citata non è la scelta giusta. Questo non va per niente a svantaggio della serie, proprio perché pensare e cercare di fare chiarezza sui temi più importanti che ci riguardano non può che essere positivo.

black-mirror-logo

Come intuibile, il tema principale della serie è il rapporto fra uomo e tecnologia, in un ipotetico futuro in cui il primo è praticamente dominato dalla seconda. Nella realtà rappresentata i rapporti umani sono messi in secondo piano e ogni istinto dell’uomo non trova di certo un ostacolo nell’innovazione. É bene riconoscere il talento e l’impegno da parte del produttore e degli scrittori nel narrare scene spesso sconvolgenti, anche in situazioni che in un modo o nell’altro ci capita di vivere al giorno d’oggi. Proprio per questo è facile paragonare la serie alla nostra realtà, perché  oggi è facile imbattersi in gruppi di amici o colleghi ad una cena concentrati sui loro cellulari, troppo pigri per guardare oltre lo specchio.

Per quanto la serie mandi molte vibrazioni cupe quasi d’avvertimento, un contrasto importante è rappresentato dagli inizi in alcuni casi felici che però possono sfociare in una vera e propria “caduta libera”, tra l’altro titolo di uno degli episodi.

Ogni discorso riguardo a questo tema può ormai sembrare banale, perché ogni parola sembra già detta, quindi per una volta gli occhi avranno il loro spazio.

In conclusione è opportuno dire che in ogni cosa è fondamentale l’autocontrollo, perché ciò che oggi dominiamo, domani potrebbe farci diventare sudditi.

Edoardo Pipitone IV F

 

Film, Rubriche, serie TV

Diverso nel mio essere normale ….. “Atypical”

foto atypical

Che ne direste di vivere una sola giornata nei panni di chi non si trova per niente a suo agio negli ambienti molto affollati o rumorosi, e che magari, in situazioni del genere, rischierebbe di imbattersi in una crisi impossibile da gestire? In quel caso provereste solo una parte di quello che prova ogni singolo giorno uno come Sam, protagonista della serie TV “Atypical”, uno scorrevole susseguirsi di episodi riguardanti la vita di un ragazzo così ostacolato eppure così determinato a vivere come ogni altro adolescente.

Essere nello spettro autistico è come essere lontani dal resto della società, non capire quasi mai cosa provano gli altri, e in ogni caso non saper reagire correttamente alle emozioni e alle esigenze delle persone con cui si ha a che fare quotidianamente.

É risaputo che vivere in un ambiente popolato quasi esclusivamente da ragazzi, come la scuola, non è facile per molti, e le difficoltà arrivano anche per quelli senza una vera patologia. L’ambiente scolastico è come un antipasto di ciò che aspetta ognuno di noi nel mondo, una volta adulti, e sa essere sicuramente crudele a suo modo.

In una serie come questa che tratta l’argomento in un modo, a mio dire ,eccellente, si trovano davvero diversi consigli su come comportarsi con un autistico, ma una cosa ancora più importante è che spesso non dobbiamo essere noi a cambiare atteggiamento, perché come ci insegna Sam, anche uno come lui può abbattere diverse barriere e integrarsi in una società così cinica e spesso ignorante come la nostra. In una tale società e in una famiglia che nasconde piccole insoddisfazioni e segreti, lui trova sempre la positività e la volontà di imparare sempre di più sui suoi coetanei (soprattutto coetanee), con il fondamentale aiuto di un collega di lavoro ma soprattutto amico, un amico per antonomasia, che con la sua spontaneità riesce ad abbracciare ogni problema di Sam per poterlo accompagnare in questo viaggio così particolare quale è la vita.

A momenti di completa apertura, però, si alternano momenti in cui il protagonista si chiude nel suo mondo, in cui sono presenti solo lui e la sua passione per l’Antartide e i pinguini, una condizione che può permettergli di ritrovare la calma e continuare.

L’argomento è stato toccato in ambito televisivo nelle interessati avventure quotidiane del fisico Sheldon Cooper nella serie “The Big Bang Theory”, sitcom americana di grande successo ancora in programmazione; opportuno dire però che la collaborazione fra l’ideatrice di “Atypical” Robia Rashid e il regista della medesima serie Seth Gordon ha portato ad una narrazione caratterizzata da una sensibilità maggiore, che rapisce e che fa immedesimare come poche altre, e che fa capire che in certi casi, l’autismo, è solo una scusa.

Edoardo Pipitone 4F