Attualità, Riflessioni a tema libero

Il Coronavirus

Coronavirus

Il coronavirus è il fenomeno di cui tanto abbiamo sentito parlare, ma cosa sta accadendo attualmente?

Questo virus si sta diffondendo in tutto il mondo lasciando vittime ovunque, ma entriamo nel particolare: da dove proviene?

Si è parlato della macellazione di animali selvatici vivi al mercato cittadino di Wuhan, di condizioni igieniche precarie, di pipistrelli, ecc. La verità non c’è ancora.

Cosa sono i coronavirus?

I coronavirus sono una grande famiglia di virus e possono causare diverse infezioni, dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria del Medio Oriente e la sindrome respiratoria acuta grave.

Quali sono i sintomi dell’infezione da coronavirus nell’uomo?

I sintomi dipendono dal virus, ma i più comuni includono problemi respiratori, febbre. Nei casi più gravi, l’infezione può portare a polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino morte. I sintomi si verificano dopo 15 giorni.

In Italia per prevenire ed evitare il contagio sono stati chiusi gli aeroporti e annullati tutti i voli per la Cina, facendo rimpatriare gli Italiani che si trovavano nella nazione infetta. Nonostante i provvedimenti presi dallo Stato, due turisti cinesi, risultati positivi ai test, si sono recati a Roma e adesso sono tenuti in quarantena in cerca di una cura.

In Cina la situazione si aggrava: 1.016 morti e oltre 37.000 contagi. La Commissione sanitaria nazionale cinese ha specificato che 103 delle 109 vittime sono state registrate nella provincia di Hubei, focolaio del virus. I contagi sono invece saliti a 37.626.

Per quanto riguarda il vaccino contro il virus è una siciliana a guidare il team che ha isolato i primi casi in Europa. Lei si chiama Concetta Castilletti, ha 56 anni, è di Ragusa, è anche madre di due figli.

Il loro studio ha aperto la strada alla diagnosi e forse anche ad un vaccino.

Elenia Aleci IG

Benedetta Paladino IG

Riflessioni a tema libero

In bilico

Ferma. In bilico.
Avete mai fatto caso alle formiche che camminano sull’orlo di un precipizio ?
Continuano il loro percorso con naturalezza , ma sembrano girovagare senza
meta, eppure arrivano esattamente nel punto in cui si trova la tana .
Hanno quell’aria di smarrimento .
Si muovono in maniera irregolare , prima su un lato, poi sull’altro.
Ogni qualvolta incontrano un proprio simile nella direzione contraria si
scontrano, appositamente. Niente è lasciato al caso.
Non importa la distanza che le separa, non proseguono il loro cammino se
prima il loro percorso non si incrocia con quello dell’altra formica.
Perché lo fanno?
Mi chiedo se questi incontri influenzino il loro cammino, la loro meta.
Forse incrociandosi con una formica piuttosto che con un’altra il loro
cammino potrebbe variare, diventare più impervio o magari rimanere
invariato.
Non sono forse talvolta incontri casuali a modificare il nostro destino?
Sliding doors.
Rischiano di precipitare in ogni momento, eppure la paura non sembra
toccarle.
Ma è realmente possibile seguire un percorso senza che il timore sfiori i
nostri pensieri?
Penso che non devono avere la capacità di riflettere , altrimenti non
potrebbero trascorrere la loro vita intera sull’orlo di un precipizio e destare
così tanta sicurezza.
Ma è una sicurezza apparente o reale?
Noi esseri umani siamo delle strane creature , riusciamo a nascondere i
sentimenti e le emozioni agli occhi degli altri , ma mai riusciremo ad eliminarli
o soffocarli nel nostro subconscio.
Persistono, imperterriti nella nostra mente .
Talvolta ci aiutano a trovare il coraggio giusto e reagire, altre volte ci
soffocano e risulta impossibile uscirne .
Penso che sarebbe comodo poter prender in giro il nostro subconscio con la
facilità con cui lo facciamo con il mondo esterno.
Uno strano scherzo del destino questo.
Nel loro cammino, le formiche salgono e scendono con la stessa facilità, la
loro velocità non varia in base alla pendenza del percorso.
Penso subito che sarebbe comodo avere una vita sempre in pianura , senza
discese né salite.
Ma sarebbe poi questo tempo trascorso nel mondo degno di essere chiamato
vita ?

Come sarebbe la nostra esistenza senza gli ostacoli che quotidianamente si
presentano ai nostri piedi? Una vita pianeggiante non renderebbe forse la
nostra esistenza succube della monotonia e della noia ? Cosa saremmo noi
se non fossimo passati per tutte le vicissitudini che ci hanno portato ad
essere chi siamo attualmente ? Saremmo sempre le stesse persone ?
Se non esistesse la salita , assaporeremmo poi allo stesso modo la
soddisfazione che si prova nella discesa ?
Tante domande invadono i miei pensieri.
In prossimità della tana , le formiche non oscillano più prima su un lato, poi
sull’altro.
Arrivate a quel punto, sembrano avere abbattuto qualunque incertezza e si
dirigono senza indugiare verso la tana .
Hanno le idee chiare , loro.
Possederanno anche loro le insicurezze ?
Lassù, ferma, in bilico….

Luisa Trapani

Musica, Riflessioni a tema libero

La mia musica è la tua musica

Immagine musica

Ormai è sempre più evidente la netta differenza fra le varie generazioni: i modi di fare, le passioni, gli hobby, gli svaghi in generale, gli interessi e, in particolare, la musica che è sempre stata argomento di grandi discussioni nelle famiglie, nelle scuole e anche tra amici.

La musica odierna è molto diversa dalla musica d’altri tempi, basti pensare ad un adolescente per il quale artisti come Edoardo Bennato, i Beatles, i Queen, Renato Zero e tanti altri, sono dei nomi quasi leggendari. Non per tutti gli adolescenti è così ovviamente; infatti durante i confronti, scaturiscono spesso varietà di generi musicali preferiti nei quali si distingue, come caratteristica principale, la mancanza di uno strumento musicale, spesso sostituito da un computer.

La musica è da sempre uno strumento di libera espressione e ognuno è libero di condividere la sua musica per com’è, senza dover temere il giudizio degli altri.

La musica è espressione, non paura!

Beatrice Barraco, Ludovica Curcio, I C

Iniziative, Riflessioni a tema libero, Riflessioni intorno alla scuola

 Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il Mondo

Road sign to  education and future

-Mamma per favore mi impari a leggere?

-Bimba mia, si dice “Mi insegni” non “Mi impari” perché io ti insegno a leggere e tu impari. Allora oggi ti insegno a leggere e facciamo anche un po’  di grammatica.

Siamo in Italia, una bambina di 5/6 anni cerca di imparare le basi. Siamo in Italia dove il diritto allo studio e all’educazione è legge dal 27 maggio del 1991. Allora alcuni direbbero:”E’ legge solo da ventisette anni?!”. Quello che adesso è nostro diritto, dico nostro perché è pure mio e mi considero molto fortunata, è stato un  “diritto sudato” negli altri continenti.

Parto dal presupposto che il diritto all’educazione è sancito da molti documenti internazionali tra cui la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, ma Malala Yousafzai, una ragazza pakistana ha addirittura rischiato di morire per aver lottato per ottenere il diritto all’educazione per le bambine. Penso che sia la cosa più grave del mondo! Ora ci sarà chi avrà da ridire su questa mia ultima esclamazione, ma sono sicura, è così! Perché è da questo problema che ne nascono di altri. Sono fermamente convinta che l’educazione sia fondamentale e dopo ciò lo studio. Chi studia, chi “Sa di non sapere” e quindi si documenta e legge e conosce e rilegge, rende se stesso ricco, il più ricco del mondo! E non importa quanto denaro possieda, può anche non possederne, sarà piccolo stesso, sarà più ricco dei “ricchi”. L’educazione rende forti, rende sicuri ma più di tutto, rende LIBERI!

Certe volte mi chiedo come i politici riescano spesso a convincere il popolo prendendolo in giro… La risposta è chiara: semplicemente perché prediligono la massa, quella più facile da convincere, quella che sicuramente è formata per il 90% da chi non studia più, non si aggiorna, ecco che… si accontenta! Mi sembra di tornare secoli indietro quando chi era intelligente e colto veniva ucciso. Per questo sono convinta che studiare rende forti e liberi perché nessuno potrà mai prenderci in giro.

Anche io come Mala ho un sogno, quello di una società colta, una cultura densa, in tutte le case, in tutte le scuole. Se fosse davvero così, l’Italia sarebbe un paese ricco e forte ma, ahimè, è tutto il contrario. Il problema è che vedo i miei coetanei che non vogliono cambiare nulla, va bene tutto così! Ecco, secondo me, loro sono la massa. Io, come altri, so quale sarebbe la soluzione solo che non mi ascolta nessuno! La verità, secondo me, è che non è colpa dei ragazzi, ma della scuola italiana che è uguale a quella di cinquant’anni fa. Per studio, infatti, io intendo tanti tipi di studio, tra cui quelli moderni, che lo renderebbero più facile e più piacevole. Nonostante ciò però, mi piacerebbe ricordare ai miei coetanei che lo studio è un nostro diritto e come tale dobbiamo sfruttarlo al meglio delle nostre capacità, per il nostro bene. Per quanto riguarda i metodi di studio… chissà forse se riuscirò io ad organizzare una bella rivoluzione un giorno?

Intanto faccio oro del mio diritto e me lo tengo stretto perché lo studio è l’arma più potente!

Giorgia Virgilio  VE

Attualità, Riflessioni a tema libero, Rubriche

Ai concerti si va per perdere la voce, non la vita!

foto concerto

Una serata tranquilla che doveva trascorrere nel divertimento, quella che immaginavano i ragazzi presenti alla “lanterna azzurra”, locale nei pressi di Corinaldo, lo scorso venerdì e invece, a mezzanotte e quaranta, poco prima dell’arrivo di Sfera Ebbasta, nel caos della festa la gente comincia ad accusare un fastidio al naso e un certo senso di confusione dovuto ad un odore acre. Scoppia il panico, la gente comincia ad abbandonare l’edificio attraverso l’unica via di uscita aperta. Oltre l’uscita un ponticello delimitato da alcune balaustre.  Nel giro di pochi secondi il ponticello viene invaso da un’enormità di ragazzi impauriti, che si spingono tra di loro finché non avviene la tragedia: crolla una balaustra e con questa alcune persone cadono in un fossato, schiacciate da altre che, nel frattempo spinte dalla massa in fuga, non possono evitare la caduta. Sette sono le persone finite in ospedale con il codice rosso e sei le vittime, dai quattordici ai trentanove anni, compresa mamma Eleonora che lascia i suoi quattro figli tra cui la ragazzina undicenne che aveva accompagnato all’evento. Le indagini sono aperte e una delle possibili piste sarebbe quella dell’uso, da parte di un ragazzino, di uno spray al peperoncino che avrebbe causato il fastidioso odore.

In base a questa pista le forze dell’ordine hanno già individuato un ipotetico colpevole che  potrebbe rischiare l’accusa di omicidio preterintenzionale. Rischiano l’accusa per omicidio colposo i proprietari del locale, che sembra abbiano venduto più biglietti del dovuto causando il sovraffollamento. Mentre le forze dell’ordine proseguono con le indagini e i proprietari del locale cercano di fare leva sulla sicurezza dell’edificio, che risultava secondo questi ultimi  a norma, i social esplodono di messaggi di conforto verso le famiglie delle vittime o di rabbia e orrore di fronte a una situazione di tale tristezza. Lo stesso Sfera Ebbasta esprime il suo rammarico, accompagnato da altri artisti della scena trap italiana, che hanno deciso di sospendere le loro tappe immediate.

In un’intervista Salvini si è espresso così: ”E’ incredibile nel 2018 morire per un mix di incoscienza, stupidità e avidità”.

Conte esprime un desiderio: ”Da  questo pomeriggio episodi del genere non devono più avvenire”.

Questo è quello che si spera, che non accadano più fatti del genere!

Tragedie simili  erano già accadute in passato, come quella di  Torino a Piazza San Carlo.

A vedere le partite o i concerti si va per divertirsi e al massimo perdere la voce, non di certo la vita!

Yeshua Giacalone 4°C

Fuori Classe, Iniziative, Natura, Riflessioni a tema libero

“Festa dell’albero “

L’albero, tassello essenziale per la sopravvivenza, simbolo universale della vita.
Gli orientali rappresentavano la vita dell’uomo come un grande albero. Le radici, che lo sostengono e gli permettono di nutrirsi, rappresentano il passato, le origini dell’uomo.
Se non ci fossero le piante, di conseguenza, verrebbe a mancare la vita di qualunque essere.
Se c’è un mondo ospitale in cui viviamo è grazie alla fotosintesi clorofilliana e se volessimo utilizzare un analogia diremmo che gli alberi sono come rubinetti per l ossigeno e aspirapolveri per l anidride carbonica.
In un mondo, ormai sempre più sporco, sempre più vessato dalla tirannia dell’ uomo, salvaguardare l ecosistema, e quindi gli alberi, non è importante, è fondamentale.
Per questo il 21 novembre è la festa dell’albero, una manifestazione che ha lo scopo di avvicinare la natura ai cittadini, ai ragazzi, alle scuole.
Anche noi ragazzi dello scientifico “P. Ruggieri” abbiamo dato il nostro contributo guidati dai professori di scienze, Bonura e Pavia, ci siamo recati in quella che è la struttura con più verde di Marsala: villa Genna
Li è iniziata la nostra attività e, in una radura poco curata, abbiamo deciso di piantare più di 20 alberi. Una esperienza unica nel suo genere che ci ha entusiasmato tantissimo. Vedere con i propri occhi, constatare cosa vuol dire dare il proprio contributo a questa battaglia a favore della natura, è senz’altro un insegnamento molto importante che va al di là delle lezioni a cui puoi assistere in classe.
Se 7 miliardi di persone  piantassero un albero ciascuno, oggi non parleremmo, alla stessa maniera, di inquinamento.

Gabriele Bonafede, II G

Fuori Classe, Riflessioni a tema libero, Sport

Un minuto infinito

Il 20 maggio scorso, “Il Giovinetto” di Petrosino trionfa al Campionato regionale Under 15 di Pallamano. Ecco la Final Eight, narrata da uno speciale punto di vista: quello di Francesco, ala destra della squadra.

Era un’emozione già provata, ma allo stesso tempo strana; un’ansia da prestazione terribile. Tempo che non trascorreva mai, adrenalina che saliva sino ad un picco di pianto ed una voglia di rifarsi che non aveva eguali: io e la mia squadra stavamo per combattere per il titolo regionale. Negli spogliatoi lo spettacolo non era dei migliori: chi tremava, chi piangeva e chi tratteneva tutto con un sorriso. Era questo il retroscena della partita. Poi, con un fischio, si scende in campo. Goal dopo goal, errore dopo errore, finisce il primo tempo della battaglia: siamo sul +1, ma più ansiosi di prima.

Piangevamo tutti, dal capitano all’allenatore, tutti con lo stesso stato d’animo e lo stesso obiettivo. Così, con lo slogan a squarciagola ed il tifo dei nostri genitori ed amici, venuti a sostenerci, tratteniamo le emozioni e le trasformiamo in goal, uno dopo l’altro, sino ad arrivare ad un +6, che cancella l’adrenalina ed il rancore per gli errori precedenti e si trasforma in un sorriso a trentadue denti ed una voglia di vincere che va oltre i limiti, la voglia di portare la nostra città in alto. Poi il countdown decisivo, all’inizio del quale, ammettiamolo, nessuno di noi pensava più alla partita. Felicità da tutti i pori! Perché poi, in fondo, il nostro sport è questo: soffrire insieme per 60 minuti e condividere coi compagni momenti in cui, ammettiamolo, abbiamo la paura, la consapevolezza di non farcela; ma provarci, anche, per uscire dal campo a testa alta. Ed è poi gioire insieme e lasciarsi andare in un abbraccio spontaneo, di squadra.

E, credetemi, non c’è cosa più bella.

Francesco Battello, II F

Fuori Classe, Iniziative, Riflessioni a tema libero, Senza categoria

Il corretto uso dell’informazione

Il laboratorio giornalistico organizzato dall’agenzia DIRE si è basato sull’uso consapevole e corretto dell’informazione, sulle tecniche e le strategie da adoperare affinché queste siano rese tali.

Maturare un pensiero, una critica, un elaborato scritto che analizzi una problematica cosi attuale e reale come quella dell’immigrazione è di fondamentale importanza, specialmente se a farlo sono dei giovani, futuri operatori nella società nonché pilastri portanti di un mondo migliore.

Tutto ciò è stato reso possibile ad alcuni ragazzi frequentanti il LICEO SCIENTIFICO “P.RUGGIERI” di Marsala grazie ad un laboratorio di giornalismo tenuto dalla giornalista Antonella Lusseri. Laboratorio strutturato in tre incontri di due ore ciascuno, durante i quali sono stati analizzati i seguenti punti:

1) Presentazione del laboratorio da parte della giornalista e analisi della problematica dell’immigrazione.

2)  Sviluppo di alcune tecniche linguistiche che possano rendere di impatto un articolo o permettere di smascherare le fantomatiche “fake-news“. Editing multimediale e montaggio di brevi video che lascino messaggi concreti.

3)   Scambio del materiale tra i vari gruppi ed elaborazione dei primi articoli.

Il giornalismo è senza alcuna ombra di dubbio una delle armi più efficaci per diffondere un’idea o un ideale riguardante gli argomenti più discussi.

Che sia politico, scientifico o satirico un articolo è in grado di plagiare o influenzare positivamente la gente, quindi educare i giovani ad un giornalismo corretto è importantissimo.

Nel caso dei ragazzi del Liceo Ruggieri, la tematica dell’immigrazione è stata affrontata con delicatezza attraverso sondaggi, video ed interviste.

Il tutto ha generato nei ragazzi una curiosità e una critica costruttiva al riguardo e lasciato un notevole bagaglio di conoscenze nel loro processo di crescita formativa.

Alessio Pizzo, 4 E

Iniziative, Interviste, Legalità, Riflessioni a tema libero, Rubriche, Senza categoria

Si ricomincia…

immagine blog

Ed è l’entusiasmo con cui lavoriamo che ci fornisce ancora una volta la carica giusta per riaprire le pagine virtuali del nostro blog Ruggi-rete e dare la parola a chi ha tanto da dire.

I giovani studenti del Liceo Scientifico “P. Ruggieri” di Marsala continueranno ad essere di queste pagine i protagonisti indiscussi. Vi racconteranno quanto accade nel loro Liceo quando le attività didattiche lasciano il posto ad altri momenti di confronto e vi faranno entrare nel magico mondo delle loro passioni e delle loro emozioni.

Il Blog è uno spazio aperto in cui tutti potranno entrare per lasciare un’impronta scritta, un video, creare una rubrica o sfogliarne le pagine per semplice curiosità.

E allora , forza ragazzi……che aspettiamo?

Facciamo sentire il ruggito del Ruggieri!

Docenti referenti: Giovanna Armato ed Emilia Corda

Riflessioni a tema libero

Monologo allo specchio. Atto II: la chiave di svolta

Sullo specchio è riflessa un’immagine di una donna. Accompagno la palpebra superiore su quella inferiore, prendo un respiro profondo, strabuzzo gli occhi e cado in deliquio. Continuo a ripetermi che l’immagine , quell’immagine riflessa nello specchio non può davvero raffigurarmi. Un brivido percorre la mia colonna vertebrale fino al collo e poi fa una sosta. Un altro respiro…questa volta più profondo”.

Quasi sette milioni di donne nel mondo hanno subito qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Quasi sette milioni di donne nel mondo hanno difficoltà nel guardarsi allo specchio la mattina. Una costellazione di violenze si “schianta” giornalmente sulla sfera intima e personale di milioni di donne che continuano a subire soprusi e non trovano via di uscita.

Questa è l’unica stanza della casa di cui segretamente possiedo la chiave e questo specchio è l’unico spettatore con cui non devo recitare. Non ve l’ho detto? Sono un’attrice. Il mio è un lavoro ad orario continuato e il teatro dove recito non ha un palco, nè delle pareti. Il mio è un teatro senza alcun confine spazio-temporale”.

Una finzione. Questa è la giusta definizione per l’apparente serenità che trasmettono le donne vittima di violenza. Scappano da una continua sensazione di paura e ansia. Nessun luogo appare loro sicuro. All’orizzonte soltanto un tunnel buio che non sembra avere una fine.

Negli anni ho imparato che nella vita dipende tutto dai punti di vista. Le altre attrici si truccano per migliorare la propria immagine davanti al pubblico , invece io utilizzo i cosmetici per coprire i lividi , le cicatrici e il gonfiore agli occhi delle mie figlie, non possono vedermi in queste condizioni. Uscendo da qui non devono sospettare nulla. Se si ribellassero o se chiedessero spiegazioni al padre, non so come reagirebbe e io non potrei mai perdonare me stessa se a loro accadesse qualcosa”.

Alcuni uomini conservano una visione possessiva e materialistica della donna. Viene considerata come un oggetto, una proprietà. Ogni azione deve essere approvata e controllata dal marito. Qualunque occasione potrebbe presentarsi come un’apparente minaccia e potrebbe trasformarsi in un violento pretesto per affermare la propria autorità. La mancanza di controllo della situazione porta ad evitare le denunce. La paura della vendetta paralizza la mente.

“ “Quo usque tandem abutere patientia mea?” (fino a che punto abuserai della mia pazienza) -penso davanti allo specchio. Una lacrima scorre lentamente sulla gota sinistra. Cicerone con questa invettiva aveva puntato il dito contro Catilina, io invece mi riferisco all’uomo che ormai da tempo incarna il ruolo del crudele protagonista all’interno dello spettacolo teatrale. Un’altra lacrima scivola lentamente, questa volta sulla gota destra”.

Il protagonista è un ruolo al quale difficilmente si è disposti a rinunciare. Numerosi “purtroppo” sono i “casi” verificatisi nei quali il femminicidio è scaturito da una separazione coniugale, durante la quale il marito finisce per occupare il ruolo della comparsa. In molti casi si sarebbe potuti intervenire per evitare una tragica fine. Tutte le donne che si sentono al sicuro soltanto in una stanza chiusa a chiave dovrebbero trovare il coraggio di uscire e affrontare la situazione.

Sollevo lo sguardo dal pavimento, e mi focalizzo nuovamente sullo specchio. Mi appare avvolto da una nube. La patina di lacrime che avvolge le pupille non mi permette di avere una visione nitida. Penso che almeno eviterò di notare le contusioni sul corpo, ma non posso fare a meno di avvertire quelle sul cuore. Sento mia figlia chiamarmi con la sua dolce voce. Ancora una volta mi giro verso lo specchio , afferro la chiave della stanza e la faccio scivolare lungo il sifone del lavello. Non ho più bisogno di nascondermi. Lo spettacolo è finito…il sipario di chiude. Inizia il secondo atto con protagonista la donna riflessa nello specchio”.

Luisa Trapani 3C