Divertimento, Iniziative, Passioni, Teatro

” Una boccata di ossigeno”

Progetto PON ” L’Italiano è di scena”

Una boccata d’ossigeno

di Laura Angela Agate

Qualche volta la vita ci riserva anche una sorpresa che non ci aspettavamo. Una boccata d’ossigeno. Stamattina al Liceo Ruggieri di Marsala abbiamo assistito allo spettacolo conclusivo del Laboratorio teatrale “Cavie da laboratorio”, coordinato dalla Prof.ssa Emilia Corda.  Testi scritti dagli alunni e adattati dagli esperti esterni, Andrea Scaturro e Gianfranco Manzo, arricchiti da suggestioni letterarie e cinematografiche,  per raccontare gioie, dolori, ansie di un periodo della nostra vita che non ricorderemo certamente tra i più semplici.

E osservando i ragazzi che si raccontano, tra un sorriso divertito e una lacrima di commozione, mentre si muovono  all’interno dello spazio scenico, togliendosi e rimettendosi la mascherina a seconda delle distanze via via intercorrenti tra loro, non si può fare a meno di riflettere su ciò che è cambiato, imponendoci divieti insopportabili e modelli di comportamento fino a poco tempo fa inimmaginabili e su ciò che invece, per fortuna, non è cambiato affatto.

Dal momento che abbiamo ancora voglia di stare insieme e di condividere le nostre emozioni, di confrontarci con gli altri, di sorridere delle nostre debolezze, di affrontare le nostre paure, di sfidare i nostri limiti.

Indossiamo tutti  la mascherina e persino una banalità come respirare diventa una cosa complicata, ma questa è una boccata d’ossigeno. Metaforica, certo, ma pur sempre una meravigliosa, inebriante, purissima  boccata d’ossigeno.

Emozioni, Musica, Passioni, Rubriche

Emozioni in Musica

foto musica

Ho sempre amato la musica, sin da quando ero piccolo i miei genitori accompagnavano momenti come il cullarmi per due ore buone, per poi io risvegliarmi due minuti dopo, con l’ascolto di canzoni come “Time”, dei Pink Floyd, dal disco “The Dark Side of the Moon”, “She’s leaving home”, dei Beatles, dal disco “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, sigle dei cartoni animati oppure “Lo Schiaccianoci”, di Tchaikovsky.

Tutt’ora associo l’ascolto della musica a momenti di relax totale, magari la sera, prima di andare a dormire, oppure un sabato mattina, quando non ho impegni di alcun tipo, con la musica sparata dalle casse a tutto volume, o anche, in modo analogo, come accompagnamento a qualcos’altro, come leggere, disegnare, scrivere, per scaricare le ansie, le tensioni. Penso anche di avere un rapporto abbastanza profondo con la musica, tale da emozionarmi all’ascolto di determinate canzoni: quel momento in cui ti sale un brivido lungo la schiena, poi lungo il collo, fino alle tempie, per poi scaricarsi al suolo, solo ascoltando una canzone, magari a causa della voce di chi canta o del suono dello strumento di chi suona, e ti senti bombardato di emozioni fortissime che difficilmente riesci a contrastare, amplificando anzi l’emozione.

Che cos’è, quindi, la musica, in conclusione? Facendo varie ricerche si può venire a conoscenza del fatto che “musica” nasce come termine per esprimere le arti delle Muse, riferendosi a qualcosa di perfetto, che è arte, in quanto complesso di norme pratiche capaci di conseguire determinati suoni, i quali sono in grado di esprimere l’interiorità di chi produce e di chi l’ascolta, e che è anche una scienza, in quanto il generare dei suoni mediante la voce o mediante l’utilizzo di strumenti musicali, provoca, attraverso i principi dell’acustica, la percezione uditiva e l’esperienza emotiva voluta dall’artista; infatti la musica è il prodotto dell’arte di ideare e produrre suoni piacevoli all’orecchio e, più tecnicamente, consiste nell’organizzazione dei suoni, dei rumori e dei silenzi nel corso del tempo e nello spazio.

Ma cos’è realmente la musica, per ognuno di noi? Un mezzo per trasmettere emozioni? Il prodotto del genio? Un mezzo per uscire dagli schemi? Libertà? Un passatempo? Qualcosa di noioso?

La realtà è che è qualcosa di variabile, malleabile, che può essere preso sotto diversi punti di vista, ognuno unico e diverso da un altro.

Per me, la musica è principalmente espressione di emozioni e creatività, in alcuni casi capace di renderti felice anche dopo la peggiore giornata possibile immaginabile  e che riesce a trasportarti in una dimensione esterna dal mondo, lontano da tutti i problemi e le agitazioni.

Livio Sammartano  IIC

Passioni, viaggi

Il fascino di Budapest

L’est europeo: un mondo tanto diverso dal nostro quanto affascinante.
Ma è davvero così diverso?
Ecco quello che ancora non sapete sull’est europeo: oggi andiamo a Budapest.

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-Molo delle scarpe

Capitale dell’Ungheria, Budapest è tra le più iconiche capitali dell’est. Essa, attraversata dal Danubio, si divide in due zone: Buda, la parte storica, e Pest, la parte moderna. La città, però, abbonda di monumenti in entrambe le parti.

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-Parlamento, laterale

Particolare prestigio viene dato dalla sede del parlamento, gioiello dell’arte neoclassica e il più grande edificio parlamentare europeo. Esso è diviso in due parti, ma è possibile visitarne solo l’ala destra, dove fondamentale è la sala dei gioielli della corona, che, come dice il nome, ospita la corona dei re d’Ungheria.

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-Parlamento, frontale

Sempre nella zona di Pest viene ospitata la piazza degli eroi. Questa grande piazza prende il nome dalle strutture arcuate che ne “abbracciano” il complesso. Ogni arco al suo interno ospita una statua raffigurante a sinistra i benestanti, mentre a destra riconosciamo i malfattori.

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Spostandosi nella zona di Buda, altro elemento degno di nota è il castello di Buda, che più che essere un castello è un’intera collina che ospita il castello, il bastione dei pescatori, musei e la chiesa di S. Matteo.

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-Bastione dei pescatori

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-Chiesa di S. Matteo

Oltre ad essere così ricca di monumenti, la città emana un particolare fascino nel periodo invernale  grazie ai mercatini natalizi che riempiono la zona dell’opera, dando l’occasione a turisti e non di trovare ogni sorta di prodotto tipico e non (salame ungherese, sapone, marzapane, abbigliamento invernale, ecc…)

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-Mercato natalizio

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-Curiosità:tipico cibo ungherese è anche il salmone affumicato, il quale regna sovrano il mercato nel periodo invernale perché caldo e da mangiare in stile “fast food”

Infine, se le visite guidate non fanno per voi, Budapest offre molte attività di svago: potete passeggiare nei diversi parchi  adornati dalle statue ricordo dei tempi del nazismo e della resistenza ungherese al comunismo; potete sfidarvi sulla pista da pattinaggio vicino a Piazza degli eroi, la più grande su ghiaccio d’Europa (attenti, potreste incontrare qualche campione di pattinaggio artistico!); rilassarvi scoprendo da vicino come funzionano le terme romane; ammirare il Danubio in tutto il suo splendore con una visita in battello, sia diurna che serale.

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-Pista di pattinaggio

Insomma, Budapest è l’ideale per chi non sa stare fermo, ma badate bene a saper sfruttare il vostro tempo, perché non ci si annoia mai!

Beatrice Barraco 2C

 

Emozioni, Musica, Passioni, Rubriche

Musica classica e Musica moderna: due mondi apparentemente abissali

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Musica classica e musica moderna sembrano apparentemente avere una differenza abissale: epoca, idee, regole, pubblico e artisti diversi. Eppure, simbolicamente parlando, il valore della musica rimane sempre lo stesso. La musica moderna , per esempio, rispetto a quella classica molto spesso è formata da quattro accordi che sono alla base di tutti i ritmi e quindi suonare viene molto semplice e chiunque può provare a farlo. Invece, un musicista che ha studiato musica classica ha una vasta conoscenza che va dalla teoria, al solfeggio, all’armonia fino alle ore e ore di pratica giornaliere. La musica classica, in pratica, viene considerata la madre di tutti gli altri generi musicali, sviluppati nel corso degli anni come il blues, il jazz, il pop fino ad arrivare ai giorni nostri con la musica elettronica e gli altri generi più all’avanguardia, come la trap music. Cambia anche il modo di fare successo: la musica moderna è in continua evoluzione e fare successo è molto semplice se si ha originalità, invece la musica classica rispetta dei canoni che non possono essere cambiati e per avere successo bisogna avere molta pazienza, dedizione e passione. Ciò che cambia è anche l’esibizione. Non è la stessa cosa andare ad un concerto di un famoso musicista classico, come andare ad un concerto di un cantante appena uscito da un talent show o in tendenza su youtube. Cambia l’ascolto, la serietà e molto spesso anche il pubblico. Continue sono dunque le critiche sia sull’uno che sull’altro campo della musica. I giovani per esempio, attratti dalle nuove tendenze, considerano la musica classica molto noiosa e non originale; altri,invece, soprattutto gli appassionati, considerano la musica classica come un genere insuperabile, superiore e che non ha niente a che vedere con la banale musica moderna.

Infinite possono essere le critiche , ma la musica non è politica, religione o una questione sociale.

La musica è una libera espressione e non ha importanza se precedentemente a comporre le musiche armonicamente complesse e con un più alto livello di cultura  erano artisti come Beethoven, Mozart o Chopin a differenza dei più semplici compositori attuali.

La musica cambia nel corso degli anni, cambia come è cambiato il mondo , si adatta alle generazioni ed è capace di provocare sempre forti emozioni. Essa non può essere sottoposta a critica, ognuno ha il diritto di ascoltare o suonare  la propria musica, in quanto è l’unico posto in cui ci si può sentire veramente liberi.

In conclusione si può dire che la musica ha un forte e unico potere:unire persone, contesti ed epoche diverse e comunicare sentimenti universali nonostante le modificazioni che ha subito e che certamente subirà.

Valeria Mezzapelle, 4°F