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Si ricomincia…

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Ed è l’entusiasmo con cui lavoriamo che ci fornisce ancora una volta la carica giusta per riaprire le pagine virtuali del nostro blog Ruggi-rete e dare la parola a chi ha tanto da dire.

I giovani studenti del Liceo Scientifico “P. Ruggieri” di Marsala continueranno ad essere di queste pagine i protagonisti indiscussi. Vi racconteranno quanto accade nel loro Liceo quando le attività didattiche lasciano il posto ad altri momenti di confronto e vi faranno entrare nel magico mondo delle loro passioni e delle loro emozioni.

Il Blog è uno spazio aperto in cui tutti potranno entrare per lasciare un’impronta scritta, un video, creare una rubrica o sfogliarne le pagine per semplice curiosità.

E allora , forza ragazzi……che aspettiamo?

Facciamo sentire il ruggito del Ruggieri!

Docenti referenti: Giovanna Armato ed Emilia Corda

Iniziative, Legalità

Il bullismo: un fenomeno complesso

“Non ho scampo, dietro di me ormai soltanto una parete bianca.

Lui è lì con un coltello in mano che continua ad ondeggiare con la maestria di uno chef stellato. Il volto accenna ad un sorrisetto malizioso. Non so perché si diverta tanto a “giocare” con me , io non mi diverto affatto, ho i brividi e sento le lacrime scendere sulle mie guance, ormai bagnate.

Appare realizzato, è facile sentirsi forti quando si ha un’arma in mano. Ma io ormai so che è solo una maschera. Tutti i bulli ne hanno una, serve per proteggere se stessi da se stessi. No, non ho sbagliato ad esprimermi. Tutti i bulli hanno a loro volta un bullo all’interno. Lui li terrorizza, loro fanno di tutto per obbedire, questa voce ha ormai preso un megafono e urla, grida, così forte da annullare qualunque altra voce provi a contrastarla.

Questa voce, con gli anni, io l’ho chiamata Cliff. So che esiste. Anzi ne sono certo. Sprona ogni bullo a non essere come me, a volere apparire forte, intoccabile per nascondere l’insicurezza. Lo scopo è convincere se stessi di essere forti, sicuri , cosicché nessuno possa vedere l’insicurezza che regna in loro.

Ho paura, ancora, ma sento che non mi colpirà, o almeno non lo farà questa sera.

Il gioco finirebbe troppo presto, del resto è soltanto un anno che mi tortura, e poi non avrebbe motivo di “finirmi” da solo, quando non c’è nessun altro dei suoi amici a guardarci.

Omero diceva “niente è bello sotto tutti i punti di vista”…come biasimarlo.

Non ho mai avuto tra le mani il manico di un coltello, ho sempre visto la lamina,eppure è lo stesso oggetto, ma so che può fare apparire la realtà in maniera diversa , far sentire forti, indipendenti, sicuri e poi ad un tratto questo eccesso di sicurezza si trasforma in un incontenibile desiderio di apparire potenti , o meglio prepotenti.

Chi invece vede il coltello dalla parte della lamina, ha un punto di vista differente.

Devo andare adesso, prima che mia madre torni a casa devo essere già a letto, oppure si accorgerà dei lividi, dell’occhio gonfio, il sangue sulle gote ed io non voglio deluderla.”

Il protagonista potrei essere io, tu o magari quello laggiù che ti sta guardando o ancora quella ragazza in fondo alla strada, potrebbe essere chiunque.

Nessuno è al sicuro.

Se qualcuno di voi ha studiato l’olandese, sarà in grado di riconoscere la parola “boel” (fratello), per chi si limita a conoscere l’inglese, riconoscerà forse con più facilità “bully” (che in origine significava tesoro rivolto ad una persona).

Quindi il termine “bullo” originariamente era traducibile con “bravo ragazzo”.

Non suona strano a chi ha familiarità con i casi di bullismo questa frase, spesso infatti sono parole che vengono pronunciate dai genitori, ancora convinti che “mio figlio non può avere fatto nulla, è un bravo ragazzo”.

La scuola quest’ anno ci ha dato l’opportunità di presenziare ad una conferenza con Fabrizio Mustaro, il nuovo capo della Squadra Mobile di Trapani, noto quale fondatore dell’ Osservatorio territoriale sul bullismo.

Abbiamo analizzato diversi casi, concentrandoci sul punto di vista del bullo, della vittima, dei genitori e degli spettatori.

Per prima cosa si è parlato dell’impulso che arriva alla nostra mente quando si sente la parola “bullismo” e nessuno si è rivelato in grado di dare una vera e propria definizione, al di là di quella del vocabolario.

Ciò che più ha fatto riflettere è che nessuno nella stanza abbia pronunciato la parola “sofferenza” in riferimento a questo fenomeno.

La vittima infatti soffre molto, il bullo non ha “orari di lavoro”, il bullo è costantemente presente nella vita della vittima, se non fisicamente lo è mentalmente o virtualmente.

Un nuovo fenomeno, infatti, ha preso piede, passo dopo passo nelle vite dei giovani: il cyber-bullismo.

Con questo parolone si intende indicare una branca del fenomeno originario che viene esteso al pericoloso mondo di internet.

Spesso le offese, le minacce, gli insulti vengono rivolti in forma anonima, e ciò non fa che aggravare la situazione, già disastrosa, nella quale si trova la vittima che, a questo punto, non ha neanche idea dei volti dei bulli/e, causa delle sofferenze.

Il web è un’arma a doppio taglio e tutto ciò che viene postato rimarrà pubblico per sempre e ovunque, anche purtroppo i contenuti indesiderati che non fanno che aumentare vertiginosamente la sofferenza della vittima.

Il bullismo è a tutti gli effetti una violazione dei diritti umani che mina l’autostima e la dignità dei ragazzi e alla lunga può portare a situazioni di depressione e di ansia e a comportamenti autolesivi come il suicidio.

In Italia,i suicidi adolescenziali costituiscono il 10% dei 4000 che avvengono ogni anno. La percentuale è triplicata negli ultimi 30 anni.

Per ridurre il fenomeno è necessario anche un aumento dell’attenzione da parte dei genitori verso i figli , nonostante sia difficile dialogare con gli adolescenti.

I ragazzi, infatti, sono soliti nascondere tutte le emozioni nella loro camera e stroncare ogni tentativo di conversazione chiudendo la porta alle loro spalle.

Non solo ai genitori è rivolto questo appello ,ma anche a tutte quelle persone che sono state presenti o hanno notato degli atteggiamenti allarmati ma hanno taciuto.

John Fitzgerald Kennedy disse “One person can make a difference and every person should try.” (lett. “una persona può fare la differenza e ognuno dovrebbe provare.”)

Non si deve abbassare o girare la testa , pensando di non potere essere d’aiuto per eliminare il fenomeno, il contributo di ogni persona potrebbe fare la differenza.

Inoltre numerose associazioni sono presenti sul territorio e sul web in aiuto delle vittime e dei bulli e propongono numerose campagne di sensibilizzazione al bullismo, come quella di Amnesty International che lancia la campagna di raccolta fondi No al bullismo”, con l’obiettivo di dare il via a un programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani all’interno delle scuole italiane.

E’ importante intervenire, parlare ed andare in soccorso a chi non possiede abbastanza coraggio per denunciare perché i terribili pericoli che l’ uomo ha creato non possono essere controllati che dall’ uomo.

Ecco i link di alcune associazioni contro il bullismo:

https://www.amnesty.it/chi-siamo/

lhttp://www.acbsnoalbullismo.it

Luisa Trapani III C

Legalità

Per una scuola e una società migliori

Giorno 30 ottobre 2017 presso l’Aula Magna del nostro liceo, le classi quarte hanno partecipato alla proiezione del film “I cento passi”, del regista Marco Tullio Giordana. È un film del 2000, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia.

La visione del film è stata accompagnata da un dibattito, cui gli alunni hanno mostrato particolare interesse ed attenzione, seguito, a distanza di qualche giorno, dalla visita guidata al Museo della mafia di Salemi.

La lotta alla mafia è uno dei tanti temi che affronta spesso la nostra scuola per sensibilizzare i ragazzi al rispetto delle regole, per una vita migliore nella società, per la società.

E sì, perché al giorno d’oggi sono molti di più i casi di “mafia scolastica” (come ad esempio il bullissimo o il cyber-bullismo) che le “opere di bene” fra i ragazzi.

Quanto spesso sentiamo dire che un ragazzo è stato vittima di bullismo e quante volte, invece, sentiamo parlare di ragazzi che aiutano altri ragazzi, magari semplicemente nello studio? Sappiamo benissimo tutti che il primo caso è quello che avviene con maggior frequenza, ma non ci stupiamo. E invece dovremmo!

La società in cui viviamo, quella per cui Peppino ha lottato per renderla migliore, ci ha portati a percepire questi avvenimenti come fatti del tutto normali, quasi necessari per il passaggio dall’infanzia alla maturità. Come se le parole adolescenza, scuola superiore, liceo fossero tutte raggruppate sotto l’etichetta “Mafia giovanile”, del tutto innocua e tipica dei ragazzi fra i 13 e i 19 anni. Portando, quindi, a giustificare le manifestazioni del desiderio di potere con dei semplici squilibri ormonali. Quando, invece, questi squilibri dovrebbero giustificare solo il desiderio di tonnellate di cibo e di cioccolata (o di palestra e insalata nei casi ahimè più “gravi”!)

Ed è per questo che il nostro Liceo si impegna tanto in questo campo, affinché i ragazzi capiscano che il cambiamento è possibile; ma per farlo è necessario l’aiuto di tutti, partendo dalla consapevolezza che le vite e gli sforzi di Peppino, così come quelle di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutte le vittime di mafia, non sono state vane. Perché, come diceva Peppino: ”Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”.

Laura Catalano IV E

Franca Viola
Legalità

Fa’ quello che ti dice il cuore

Un entusiasmante incontro è stato organizzato il 18 ottobre nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “Pietro Ruggieri”, dove le classi terze, su proposta del professore Figlioli e del dipartimento di Storia, hanno assistito alla visione del cortometraggio “Viola, Franca”. Erano presenti la regista Marta Savina e l’attrice marsalese Claudia Gusmano che è stata bravissima nell’interpretare il ruolo di protagonista.

Franca Viola nasce ad Alcamo da una modesta famiglia di agricoltori e all’età di quasi diciotto anni viene violentata da un mafioso, Filippo Melodia. A quel tempo le donne molestate sessualmente erano costrette a sposare il violentatore per salvare l’onore della famiglia, in caso contrario sarebbero rimaste “zitelle”. Lei è stata la prima donna italiana ad essersi opposta al matrimonio riparatore e molte altre donne la presero come esempio ed ebbero il coraggio di dire “NO” alle violenze e di rifiutare il matrimonio riparatore. Il suo coraggio cambiò il codice penale. Il suo messaggio è “ non avere mai paura di lottare e fare quello che dice il cuore, sempre”!

Questo cortometraggio ha vinto numerosi premi a livello nazionale e internazionale. E’ quindi per noi motivo di grande orgoglio sapere che la prima proiezione in una scuola italiana di “Viola, Franca” è avvenuta proprio nell’aula magna del nostro Liceo.

Francesca Figlioli, Giorgia Bertolino, Silvia Sorrentino, Valeria Mezzapelle, Giada Scarpitta e Alessia Angileri – III F