Divertimento, Iniziative, Passioni, Teatro

” Una boccata di ossigeno”

Progetto PON ” L’Italiano è di scena”

Una boccata d’ossigeno

di Laura Angela Agate

Qualche volta la vita ci riserva anche una sorpresa che non ci aspettavamo. Una boccata d’ossigeno. Stamattina al Liceo Ruggieri di Marsala abbiamo assistito allo spettacolo conclusivo del Laboratorio teatrale “Cavie da laboratorio”, coordinato dalla Prof.ssa Emilia Corda.  Testi scritti dagli alunni e adattati dagli esperti esterni, Andrea Scaturro e Gianfranco Manzo, arricchiti da suggestioni letterarie e cinematografiche,  per raccontare gioie, dolori, ansie di un periodo della nostra vita che non ricorderemo certamente tra i più semplici.

E osservando i ragazzi che si raccontano, tra un sorriso divertito e una lacrima di commozione, mentre si muovono  all’interno dello spazio scenico, togliendosi e rimettendosi la mascherina a seconda delle distanze via via intercorrenti tra loro, non si può fare a meno di riflettere su ciò che è cambiato, imponendoci divieti insopportabili e modelli di comportamento fino a poco tempo fa inimmaginabili e su ciò che invece, per fortuna, non è cambiato affatto.

Dal momento che abbiamo ancora voglia di stare insieme e di condividere le nostre emozioni, di confrontarci con gli altri, di sorridere delle nostre debolezze, di affrontare le nostre paure, di sfidare i nostri limiti.

Indossiamo tutti  la mascherina e persino una banalità come respirare diventa una cosa complicata, ma questa è una boccata d’ossigeno. Metaforica, certo, ma pur sempre una meravigliosa, inebriante, purissima  boccata d’ossigeno.

Divertimento, serie TV

The Simpsons

immagine simpson

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti, ma come “fosse” la televisione senza i Simpson?

Si è infatti giunti alla trentesima stagione, un numero veramente imponente, quasi spaventoso, quando si parla di una serie tv. Dovrebbe essere un momento di grande celebrazione, perché per arrivare a un simile traguardo significa essere entrati nella storia della tv e ben oltre, nella cultura popolare del proprio paese.

Ma quali sono stati i fattori che hanno permesso tale fama? Dove è iniziato il tutto?

In questo articolo parleremo delle origini, curiosità e caratteristiche della celebre famiglia gialla di Springfield:

  • I Simpson nacquero nella sala di attesa di James L. Brooks, il produttore del Tracey Ullman Show, un programma televisivo a sketch che trasmetteva per lo più brevi scene umoristiche e che andava in onda sulla rete televisiva FOX. Brooks voleva intervallare alle scenette brevi corti di animazione e pensò che il fumettista Matt Groening potesse fare al caso suo. Secondo la versione raccontatapiù volte dallo stesso Groening, i Simpson nacquero in pochi minuti, mentre il fumettista attendeva di essere ricevuto da Brooks per presentargli la sua idea. Fu su una poltroncina della stanza di attesa che nacquero Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, con nomi scelti tra quelli della stessa famiglia di Groening. L’idea di una famiglia con molti difetti e lontana da quelle perfette di diverse serie televisive andate in onda nei decenni precedenti piacque a Brooks. I corti furono quasi da subito un successo, Brooks, si persuase che valesse la pena di sperimentare un formato diverso e si mise al lavoro per trasformare le storie di quella strana famiglia, in una serie televisiva vera e propria. Ad oggi sono più di 670 gli episodi messi in onda.
  • Perché i Simpson sono gialli?Gli animatori avevano fatto diverse prove di colori dei personaggi. Matt Groening ha scelto il giallo perché in questo modo il programma era facilmente ed immediatamente riconoscibile per chi faceva zapping tra i canali, che poteva immediatamente riconoscere i Simpson in una frazione di secondo, ed inoltre il colore poteva incuriosire chi non conosceva il programma e spingerlo a fermarsi sul canale.
  • Simpsonsono i nuovi Maya. Hanno previsto eventi e invenzioni che si sono poi verificati nella realtà, dallo smartwatch all’iPod passando per il telefono per videochiamate. Da brivido anche i vaticini relativi a eventi come la presenza di Lady Gaga al Super Bowl e la molto più inimmaginabile previsione dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America.
  • Il nome Bartè stato scelto perché è un anagramma di ” monello “: ossia brat.
  • Matt Groeningstesso dà la voce a Maggie Simpson, la piccola della famiglia.
  • La lunghezza della sequenza della gag iniziale del divano dipende dal tempo di cui gli autori hanno bisogno per finire l’episodio: se l’episodio è corto la gag è più lunga e viceversa.
  • L’espressione “D’oh!”usata da Homer nel 2001 è stata addirittura inserita nell’Oxford English Dictionary come suono onomatopeico. L’espressione è stata inventata da Dan Castellaneta, il doppiatore americano di Homer che l’ha ripresa da Jimmy Finlayson, l’attore di Stanlio e Ollio che aveva storpiato l’inglese “Damn!”.
  • Perché è stata fatta morire la moglie di Flanders? I Simpson sono stati i primi “assassini” in prima serata di un personaggio ricorrente della serie. A fare una brutta fine nell’undicesima stagione è stata Maude, la moglie di Ned Flanders. Il motivo? La doppiatrice originale, Maggie Roswell, voleva essere pagata di più e minacciò di lasciare lo show. Così la fecero fuori, letteralmente parlando.
  • La taverna di Boe è il bersaglio preferito di Bart per i suoi scherzi telefonici diventati ormai iconici. Il numero del locale è 764-84377 e, digitando le cifre in questo preciso ordine su un telefono vecchio stampo, indovinate quale parola esce fuori? Smithers!
  • I Simspon e Futurama condividono lo stesso creatore, Matt Groening, sono infatti diversi i crossover di cui hanno fatto parte.
  • Non solo Trump, infatti i Simpson sono famosi per aver predetto il crollo delle Torri Gemelle avvenuto l’11 settembre 2001. In una puntata dal titolo «New York City vs Homer Simpson», c’è un momento che allude all’attacco dell’11 settembre del 2001 al World Trade Center di New York. Si tratta di un volantino che sponsorizza un viaggio in autobus a New York per 9 dollari. Il 9 appare di fianco alla sagoma delle Torri Gemelle, creando la data 9/11.
  • Il nome completo di Milhouse, il migliore amico di Bart, è Milhouse Mussolini Van Hooten; si scoprirà in seguito che ha infatti origini italiane.
  • Nell’episodio “The Wizard of Evergreen Terrace” Homer sogna di diventare il più grande inventore del suo tempo. A un certo punto compare una lavagna sulla quale, è scarabocchiata un’equazione complessa. Questa equazione è una piccola parte di quella che sarebbe diventata la particella del bosone di Higgs, o “particella di Dio”, che è stata scoperta nel 2012.
  • Per moltissimi anni non si è saputo dove fosse Springfield, la città in cui abita la famiglia Simpson. In molti episodi e nel lungometraggio dei Simpson si danno indicazioni relative alla localizzazione geografica di Springfield tuttavia le informazioni variano (volutamente) di volta in volta. Il motivo per cui il creatore della serie, Matt Groening, ha scelto il nome “Springfield” è perché si tratta della cittadina più comune negli States: l’America pullula di Springfield e Groening ha voluto sceglierla perché gran parte del pubblico potesse pensare “Quella è la mia Springfield”. Di certo lo penserà proprio Matt: lui è nato in una città che si trova in Oregon, molto vicino a Portland, che indovinate un po’ come si chiama? Esatto! Solo recentemente ha confessato che la Springfield di Homer è proprio la sua città natale.
  • Gli unici personaggi ad avere 5 dita sono Dio e Gesù, infatti gli altri personaggi hanno 4 dita.
  • Il film non è mai stato proiettato in Birmania perché in tale stato esiste una bizzarra legge che vieta il colore giallo e il colore rosso nei film.
  • Per concludere con le previsioni del famoso programma televisivo, parliamo della sua recente acquisizione da parte dell’azienda del famoso topo, la Disney, che ha recentemente acquistato anche la Marvel Studios e la LucasFilm Ltd. Questo evento ovviamente è stato predetto dalla stessa serie, In “When You Dish on a Star” c’è un cartello che recita “20th Century Fox, una divisione di Walt Disney Co.”

 E voi eravate a conoscenza di queste 10 curiosità sui Simpson?

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi raccomando, una volta rientrati a casa dopo scuola, sintonizzatevi su Italia 1 dove troverete la famiglia gialla

 ad aspettarvi!

                                                                              Lorenzo Lombardo|Edoardo Giacalone| 2H

 

 

 

Divertimento, Rubriche, Tempo libero, videogiochi

GAMING SU SMARTPHONE:UN VERO E PROPRIO BOOM MONDIALE

Chi di voi non ha mai giocato con lo smartphone?Potrei tranquillamente azzardare nessuno e probabilmente la mia scommessa sarebbe vinta senza troppe difficoltà.

Il gaming su smartphone ha origini che si potrebbero definire nobiliari:tutti conosciamo Snake,il glorioso gioco formato da pochi e modesti pixel che arrivò in mezzo a noi nel 1998 con l’uscita del Nokia 5110 (molti di noi non erano ancora nati,ma tutti in qualche modo nel corso della loro storia lo hanno conosciuto).Era ed è una vecchia gloria,la prima possibilità di intrattenersi fuori casa con un piccolo dispositivo mobile,una vera e propria evoluzione.Oggi il gaming su smartphone è arrivato a risultati a dir poco assurdi:l’industria americana Eedar ha evidenziato che solo in America e in Canada circa 210,9 milioni di possessori di smartphone e tablet usano i propri dispositivi principalmente per scopo videoludico,con un aumento del 5% destinato a durare per altri due anni in America.Ciò dimostra come praticamente il 75% dei possessori di smartphone o tablet,per quanto riguarda l’America,siano portati a usarli soprattutto per giocare.Del resto è una forma di gaming molto rapida e intuitiva:i controlli sono pochi e semplici,le partite durano poco e si possono fare in ogni momento senza particolari ostacoli e soprattutto lo smartphone rappresenta un dispositivo molto piccolo e senza ombra di dubbio il più portatile in circolazione.

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Da un punto di vista più globale la situazione non cambia:il Play Store di Android e l’Apple Store di Apple nel 2018 hanno registrato miglioramenti delle entrate monetarie incredibili,il primo è addirittura arrivato ad una crescita del 27,3% e anche in questo caso le applicazioni che monetizzano di più sono proprio proprio quelle dei giochi,infatti a livello mondiale le spese relative al gaming hanno raggiunto il traguardo inimmaginabile di 54,7 miliardi di dollari con un aumento del 15,2% rispetto al 2017.Si parla quindi di una fetta del mercato molto larga,ma questo progresso ha i suoi pro e i suoi contro.A tal proposito è intervenuto il Governo del Giappone che ha dichiarato che la vista degli studenti giapponesi è calata notevolmente proprio a causa del gioco mobile e degli smartphone in generale,ma anche la Cina ha attribuito la causa di questo fenomeno pericoloso al gioco mobile e ha deciso di portare avanti una serie di provvedimenti per proteggere la vista dei bambini e dei ragazzi.Inoltre bisogna anche ricordare che il gaming su smartphone non è l’unica forma di gaming esistente e spesso la grande attenzione data a questa forma di videogioco finisce per togliere attenzioni ad altre forme di gaming come quello su PC e quello su console che,sia ben chiaro,sono mondi molto diversi dal mondo del telefono.Sono realtà ben separate e paragonare il gaming su smartphone al gaming su console è del tutto incorretto:i giochi su console si distinguono e si fanno valere per caratteristiche uniche,come trame degne delle serie televisive più belle,gameplay a dir poco sconvolgenti,ma anche budget infinitamente più grandi.Essenzialmente sono due realtà che coesistono e il gaming su smartphone in una società come la nostra veloce e con sempre meno tempo libero non poteva praticamente fare altrimenti,il successo era inevitabile e le previsioni delineano un successo inarrestabile.

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GIULIO CHIAVACCI 4 C

Attualità, Divertimento, Stili di vita, Tempo libero

FINCHÉ C’È MOVIDA, C’È SPERANZA

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L’etimologia del termine “movida” faceva riferimento all’omonimo fenomeno giovanile nato in Spagna e in particolare nella movimentata Madrid della fine degli anni Settanta. Oggi sta a indicare il tipico stile di vita cittadino all’ insegna del divertimento e dell’ animazione notturna.
In particolare  sono coinvolti gli adolescenti che, con la loro voglia di divertirsi e di lasciarsi un po’ andare dopo una settimana lunga e stressante, spesso vanno con amici in locali, discoteche, pub, ristoranti, enoteche. Infatti la movida marsalese offre una vasta gamma di divertimenti.
Ogni fine settimana si vedono gruppi di ragazzi che siedono a chiacchierare su panchine e scalinate, persino accovacciati sui marciapiedi. Panini, birre e cocktail alla mano. Liceali e universitari che affollano (spesso senza mai entrarci davvero) l’ingresso del Juparaná, il bar per eccellenza!
L’Antico Mercato di Marsala, accanto a Porta Garibaldi, di giorno mercato del pesce, la sera si trasforma, e diventa il centro della movida marsalese con locali e musica. Diverse le discoteche in città, con i migliori Dj siciliani. E d’estate le spiagge vivono anche di notte. E poi concerti e spettacoli nei teatri e nelle piazze tutto l’anno.  Inoltre talvolta vengono organizzate dal comune delle “notti bianche”, serate all-night-long, con eventi, spettacoli musicali e negozi aperti fino a tarda sera.
L’estate a Marsala, al tramonto, si tinge di nuove luci e colori ed è frequente e consigliato un aperitivo tra i tanti pub ed enoteche sul mare o allo stagnone, per ammirare lo splendido paesaggio che la nostra città ci offre.

Giusy Maggio, Giorgia Licari, Alessandra Trainito       4C