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Passioni, viaggi

Il fascino di Budapest

L’est europeo: un mondo tanto diverso dal nostro quanto affascinante.
Ma è davvero così diverso?
Ecco quello che ancora non sapete sull’est europeo: oggi andiamo a Budapest.

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-Molo delle scarpe

Capitale dell’Ungheria, Budapest è tra le più iconiche capitali dell’est. Essa, attraversata dal Danubio, si divide in due zone: Buda, la parte storica, e Pest, la parte moderna. La città, però, abbonda di monumenti in entrambe le parti.

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-Parlamento, laterale

Particolare prestigio viene dato dalla sede del parlamento, gioiello dell’arte neoclassica e il più grande edificio parlamentare europeo. Esso è diviso in due parti, ma è possibile visitarne solo l’ala destra, dove fondamentale è la sala dei gioielli della corona, che, come dice il nome, ospita la corona dei re d’Ungheria.

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-Parlamento, frontale

Sempre nella zona di Pest viene ospitata la piazza degli eroi. Questa grande piazza prende il nome dalle strutture arcuate che ne “abbracciano” il complesso. Ogni arco al suo interno ospita una statua raffigurante a sinistra i benestanti, mentre a destra riconosciamo i malfattori.

hdr-Piazza degli eroi

Spostandosi nella zona di Buda, altro elemento degno di nota è il castello di Buda, che più che essere un castello è un’intera collina che ospita il castello, il bastione dei pescatori, musei e la chiesa di S. Matteo.

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-Bastione dei pescatori

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-Chiesa di S. Matteo

Oltre ad essere così ricca di monumenti, la città emana un particolare fascino nel periodo invernale  grazie ai mercatini natalizi che riempiono la zona dell’opera, dando l’occasione a turisti e non di trovare ogni sorta di prodotto tipico e non (salame ungherese, sapone, marzapane, abbigliamento invernale, ecc…)

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-Mercato natalizio

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-Curiosità:tipico cibo ungherese è anche il salmone affumicato, il quale regna sovrano il mercato nel periodo invernale perché caldo e da mangiare in stile “fast food”

Infine, se le visite guidate non fanno per voi, Budapest offre molte attività di svago: potete passeggiare nei diversi parchi  adornati dalle statue ricordo dei tempi del nazismo e della resistenza ungherese al comunismo; potete sfidarvi sulla pista da pattinaggio vicino a Piazza degli eroi, la più grande su ghiaccio d’Europa (attenti, potreste incontrare qualche campione di pattinaggio artistico!); rilassarvi scoprendo da vicino come funzionano le terme romane; ammirare il Danubio in tutto il suo splendore con una visita in battello, sia diurna che serale.

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-Pista di pattinaggio

Insomma, Budapest è l’ideale per chi non sa stare fermo, ma badate bene a saper sfruttare il vostro tempo, perché non ci si annoia mai!

Beatrice Barraco 2C

 

Divertimento, serie TV

The Simpsons

immagine simpson

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti, ma come “fosse” la televisione senza i Simpson?

Si è infatti giunti alla trentesima stagione, un numero veramente imponente, quasi spaventoso, quando si parla di una serie tv. Dovrebbe essere un momento di grande celebrazione, perché per arrivare a un simile traguardo significa essere entrati nella storia della tv e ben oltre, nella cultura popolare del proprio paese.

Ma quali sono stati i fattori che hanno permesso tale fama? Dove è iniziato il tutto?

In questo articolo parleremo delle origini, curiosità e caratteristiche della celebre famiglia gialla di Springfield:

  • I Simpson nacquero nella sala di attesa di James L. Brooks, il produttore del Tracey Ullman Show, un programma televisivo a sketch che trasmetteva per lo più brevi scene umoristiche e che andava in onda sulla rete televisiva FOX. Brooks voleva intervallare alle scenette brevi corti di animazione e pensò che il fumettista Matt Groening potesse fare al caso suo. Secondo la versione raccontatapiù volte dallo stesso Groening, i Simpson nacquero in pochi minuti, mentre il fumettista attendeva di essere ricevuto da Brooks per presentargli la sua idea. Fu su una poltroncina della stanza di attesa che nacquero Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, con nomi scelti tra quelli della stessa famiglia di Groening. L’idea di una famiglia con molti difetti e lontana da quelle perfette di diverse serie televisive andate in onda nei decenni precedenti piacque a Brooks. I corti furono quasi da subito un successo, Brooks, si persuase che valesse la pena di sperimentare un formato diverso e si mise al lavoro per trasformare le storie di quella strana famiglia, in una serie televisiva vera e propria. Ad oggi sono più di 670 gli episodi messi in onda.
  • Perché i Simpson sono gialli?Gli animatori avevano fatto diverse prove di colori dei personaggi. Matt Groening ha scelto il giallo perché in questo modo il programma era facilmente ed immediatamente riconoscibile per chi faceva zapping tra i canali, che poteva immediatamente riconoscere i Simpson in una frazione di secondo, ed inoltre il colore poteva incuriosire chi non conosceva il programma e spingerlo a fermarsi sul canale.
  • Simpsonsono i nuovi Maya. Hanno previsto eventi e invenzioni che si sono poi verificati nella realtà, dallo smartwatch all’iPod passando per il telefono per videochiamate. Da brivido anche i vaticini relativi a eventi come la presenza di Lady Gaga al Super Bowl e la molto più inimmaginabile previsione dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America.
  • Il nome Bartè stato scelto perché è un anagramma di ” monello “: ossia brat.
  • Matt Groeningstesso dà la voce a Maggie Simpson, la piccola della famiglia.
  • La lunghezza della sequenza della gag iniziale del divano dipende dal tempo di cui gli autori hanno bisogno per finire l’episodio: se l’episodio è corto la gag è più lunga e viceversa.
  • L’espressione “D’oh!”usata da Homer nel 2001 è stata addirittura inserita nell’Oxford English Dictionary come suono onomatopeico. L’espressione è stata inventata da Dan Castellaneta, il doppiatore americano di Homer che l’ha ripresa da Jimmy Finlayson, l’attore di Stanlio e Ollio che aveva storpiato l’inglese “Damn!”.
  • Perché è stata fatta morire la moglie di Flanders? I Simpson sono stati i primi “assassini” in prima serata di un personaggio ricorrente della serie. A fare una brutta fine nell’undicesima stagione è stata Maude, la moglie di Ned Flanders. Il motivo? La doppiatrice originale, Maggie Roswell, voleva essere pagata di più e minacciò di lasciare lo show. Così la fecero fuori, letteralmente parlando.
  • La taverna di Boe è il bersaglio preferito di Bart per i suoi scherzi telefonici diventati ormai iconici. Il numero del locale è 764-84377 e, digitando le cifre in questo preciso ordine su un telefono vecchio stampo, indovinate quale parola esce fuori? Smithers!
  • I Simspon e Futurama condividono lo stesso creatore, Matt Groening, sono infatti diversi i crossover di cui hanno fatto parte.
  • Non solo Trump, infatti i Simpson sono famosi per aver predetto il crollo delle Torri Gemelle avvenuto l’11 settembre 2001. In una puntata dal titolo «New York City vs Homer Simpson», c’è un momento che allude all’attacco dell’11 settembre del 2001 al World Trade Center di New York. Si tratta di un volantino che sponsorizza un viaggio in autobus a New York per 9 dollari. Il 9 appare di fianco alla sagoma delle Torri Gemelle, creando la data 9/11.
  • Il nome completo di Milhouse, il migliore amico di Bart, è Milhouse Mussolini Van Hooten; si scoprirà in seguito che ha infatti origini italiane.
  • Nell’episodio “The Wizard of Evergreen Terrace” Homer sogna di diventare il più grande inventore del suo tempo. A un certo punto compare una lavagna sulla quale, è scarabocchiata un’equazione complessa. Questa equazione è una piccola parte di quella che sarebbe diventata la particella del bosone di Higgs, o “particella di Dio”, che è stata scoperta nel 2012.
  • Per moltissimi anni non si è saputo dove fosse Springfield, la città in cui abita la famiglia Simpson. In molti episodi e nel lungometraggio dei Simpson si danno indicazioni relative alla localizzazione geografica di Springfield tuttavia le informazioni variano (volutamente) di volta in volta. Il motivo per cui il creatore della serie, Matt Groening, ha scelto il nome “Springfield” è perché si tratta della cittadina più comune negli States: l’America pullula di Springfield e Groening ha voluto sceglierla perché gran parte del pubblico potesse pensare “Quella è la mia Springfield”. Di certo lo penserà proprio Matt: lui è nato in una città che si trova in Oregon, molto vicino a Portland, che indovinate un po’ come si chiama? Esatto! Solo recentemente ha confessato che la Springfield di Homer è proprio la sua città natale.
  • Gli unici personaggi ad avere 5 dita sono Dio e Gesù, infatti gli altri personaggi hanno 4 dita.
  • Il film non è mai stato proiettato in Birmania perché in tale stato esiste una bizzarra legge che vieta il colore giallo e il colore rosso nei film.
  • Per concludere con le previsioni del famoso programma televisivo, parliamo della sua recente acquisizione da parte dell’azienda del famoso topo, la Disney, che ha recentemente acquistato anche la Marvel Studios e la LucasFilm Ltd. Questo evento ovviamente è stato predetto dalla stessa serie, In “When You Dish on a Star” c’è un cartello che recita “20th Century Fox, una divisione di Walt Disney Co.”

 E voi eravate a conoscenza di queste 10 curiosità sui Simpson?

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi raccomando, una volta rientrati a casa dopo scuola, sintonizzatevi su Italia 1 dove troverete la famiglia gialla

 ad aspettarvi!

                                                                              Lorenzo Lombardo|Edoardo Giacalone| 2H

 

 

 

Incontro con l'autore

Una lezione di vita, incontro con Gianpietro Ghidini e Carolina Bocca

Costruttivo e toccante è stato l’incontro con l’autore del libro “Era tutto perfetto” tenutosi al Liceo Scientifico Pietro Ruggieri, Gianpietro Ghidini, fondatore dell’associazione Ema Pesciolino Rosso, affiancato da Carolina Bocca, che contribuisce portando la sua testimonianza ai giovani delle scuole di tutta Italia.

I due hanno guidato tale incontro raccontando le loro esperienze da genitori di adolescenti alle prese con la droga, e come hanno affrontato tale situazione.

“Il libro che state per leggere non è la storia di un padre né quella di un uomo alla ricerca di sé stesso. È la storia di una sfida: testimoniare come l’avventura dell’esistenza umana vada oltre noi stessi e come senza amore e cura delle relazioni sia molto difficile dare quel senso alla nostra vita che possa condurci a una gioia profonda e duratura. In questo libro – in cui mi metto a nudo – non ho lo scopo di insegnare o indicare una via, ma di raccontare come tutte le strade che ho percorso, anche quelle che a posteriori ritengo sbagliate, mi abbiano aiutato a conoscere me stesso e ad accrescere la mia consapevolezza”. Così è come Gianpietro introduce il suo libro, credendosi il responsabile della ricaduta del figlio nella droga, per quei cinque minuti in cui non sono riusciti a parlare a causa della mancanza di tempo del padre.

Carolina Bocca

Gianpietro, che da adolescente sognava di diventare ricco per aiutare i più sfortunati, si laurea e diventa imprenditore, dal suo impiego guadagna molto e inizia a investire in Borsa, scordandosi la sua missione. Nel 2001 perde tutti i suoi beni e inizia un viaggio che lo ricondurrà al giovane che era, ma prima dovrà affrontare la dolorosa morte del figlio Emanuele, che lo porta ad interrogarsi sul senso della sua vita ormai annientata da questa perdita. Però quest’ultima rappresenta anche la sua salvezza perché è grazie ad Ema, ormai lontano, che Gianpietro riesce a capire cosa doveva realmente fare nella sua vita: salvare i giovani da quella che è la droga in tutti i suoi aspetti. Durante la sua esposizione, le sue parole non sono volate via ma sono entrate in tutti noi ascoltatori colmandoci di emozioni.

Anche Carolina ha avuto grande impatto su ragazzi e genitori presenti, prestando soprattutto attenzione a come lei ha salvato il proprio figlio da sola da quella che sembrava una strada senza uscita. Molti sono stati i sacrifici che ha fatto, e dopo essersi ormai arresa e avendo perso le speranze, è stato il figlio soltanto dopo 8 mesi a tornare dalla famiglia, in seguito alla riflessione sulle parole della madre, decise di non avere più contatti con il mondo oscuro della droga. Nel momento del ritorno del figlio, Carolina capì che i suoi sforzi non erano stati nulli, e fu in quel momento che comprese come per tutto quel tempo si fosse sentito il figlio: sbagliato, inadeguato, insufficiente. Furono le parole “Sei perfetto così come sei” dettate dall’animo di Carolina a scaldare il cuore del figlio.

Questo incontro è stato emozionante per tutti, adulti e ragazzi che erano presenti, lasciando un segno soprattutto ai giovani, che potrebbero in ogni momento della loro vita trovarsi in questo circolo vizioso a causa della compagnia sbagliata o perché messi da parte dalla famiglia. Un messaggio è arrivato anche ai genitori: se il figlio fuma o si droga non vuol dire che è colpa della mancanza di insegnamenti o di affetto da parte della famiglia stessa, poiché a tutti i ragazzi può capitare indipendentemente dai genitori, nonostante ciò non bisogna arrendersi ma affrontare il problema trovando sempre lo spazio da dedicare ai propri figli.

Benedetta Paladino – Giulia Di Girolamo IG

Riflessioni a tema libero

In bilico

Ferma. In bilico.
Avete mai fatto caso alle formiche che camminano sull’orlo di un precipizio ?
Continuano il loro percorso con naturalezza , ma sembrano girovagare senza
meta, eppure arrivano esattamente nel punto in cui si trova la tana .
Hanno quell’aria di smarrimento .
Si muovono in maniera irregolare , prima su un lato, poi sull’altro.
Ogni qualvolta incontrano un proprio simile nella direzione contraria si
scontrano, appositamente. Niente è lasciato al caso.
Non importa la distanza che le separa, non proseguono il loro cammino se
prima il loro percorso non si incrocia con quello dell’altra formica.
Perché lo fanno?
Mi chiedo se questi incontri influenzino il loro cammino, la loro meta.
Forse incrociandosi con una formica piuttosto che con un’altra il loro
cammino potrebbe variare, diventare più impervio o magari rimanere
invariato.
Non sono forse talvolta incontri casuali a modificare il nostro destino?
Sliding doors.
Rischiano di precipitare in ogni momento, eppure la paura non sembra
toccarle.
Ma è realmente possibile seguire un percorso senza che il timore sfiori i
nostri pensieri?
Penso che non devono avere la capacità di riflettere , altrimenti non
potrebbero trascorrere la loro vita intera sull’orlo di un precipizio e destare
così tanta sicurezza.
Ma è una sicurezza apparente o reale?
Noi esseri umani siamo delle strane creature , riusciamo a nascondere i
sentimenti e le emozioni agli occhi degli altri , ma mai riusciremo ad eliminarli
o soffocarli nel nostro subconscio.
Persistono, imperterriti nella nostra mente .
Talvolta ci aiutano a trovare il coraggio giusto e reagire, altre volte ci
soffocano e risulta impossibile uscirne .
Penso che sarebbe comodo poter prender in giro il nostro subconscio con la
facilità con cui lo facciamo con il mondo esterno.
Uno strano scherzo del destino questo.
Nel loro cammino, le formiche salgono e scendono con la stessa facilità, la
loro velocità non varia in base alla pendenza del percorso.
Penso subito che sarebbe comodo avere una vita sempre in pianura , senza
discese né salite.
Ma sarebbe poi questo tempo trascorso nel mondo degno di essere chiamato
vita ?

Come sarebbe la nostra esistenza senza gli ostacoli che quotidianamente si
presentano ai nostri piedi? Una vita pianeggiante non renderebbe forse la
nostra esistenza succube della monotonia e della noia ? Cosa saremmo noi
se non fossimo passati per tutte le vicissitudini che ci hanno portato ad
essere chi siamo attualmente ? Saremmo sempre le stesse persone ?
Se non esistesse la salita , assaporeremmo poi allo stesso modo la
soddisfazione che si prova nella discesa ?
Tante domande invadono i miei pensieri.
In prossimità della tana , le formiche non oscillano più prima su un lato, poi
sull’altro.
Arrivate a quel punto, sembrano avere abbattuto qualunque incertezza e si
dirigono senza indugiare verso la tana .
Hanno le idee chiare , loro.
Possederanno anche loro le insicurezze ?
Lassù, ferma, in bilico….

Luisa Trapani

Attualità

E ora dove vado?

I cittadini di Marsala nell’ultimo periodo sono stati costretti a cambiare le proprie abitudini a causa dei disagi provocati dalla chiusura delle strade.

Questo problema è principalmente fondato sul fatto che gli amministratori della città non avvisano adeguatamente gli abitanti dei lavori che interessano le principali vie di collegamento del centro urbano. Questi ultimi si ritrovano a vagare per le strade , eccessivamente trafficate. Ciò comporta problemi estremamente rilevanti, quali arrivare in ritardo a scuola o a lavoro ,eccessi di velocità, sovraffollamento urbano e ,soprattutto , insicurezza stradale per persone e mezzi di locomozione.

Marsala sembra essersi trasformata in un enorme formicaio, pieno di viottoli invasi da ogni genere di veicoli, grandi e piccoli, alti e bassi. I conducenti dei quali condividono tutti lo stesso dubbio:” E ora dove vado?” La risposta non è così semplice come sembra: la situazione è ormai diventata insostenibile per tutti, dato che anche per compiere il più piccolo spostamento, bisogna attraversare tragitti sconosciuti persino a chi programma le cartine della città. Particolare disagio è stato creato mercoledì 9 ottobre con la chiusura di corso Gramsci e, nella stessa giornata, l’apertura del nuovo tribunale nella stessa via; l’orario più critico si è rivelato quello tra le 13.15 e le 15, che costituisce l’intervallo di uscita dei numerosi plessi situati nelle vicinanze.

Grandi e piccoli sono stanchi di arrivare a casa ,di norma distante 5 minuti, dopo mezz’ora. Prima avevamo delle strade sterrate ,rovinate, piccole e sempre troppo affollate, ma almeno erano agibili! Adesso, invece, c’è solo tanta confusione e smarrimento e nonostante i continui lavori, le strade sono sempre poco efficienti. Una soluzione potrebbe essere, per esempio, l’uso di più mezzi pubblici e meno mezzi privati o ancora la circolazione a targhe alterne per far sì che si crei meno traffico.

Beatrice Barraco, 2 C

Giorgia Bertolino, 5 F

Valeria Mezzapelle, 5 F

Senza categoria

Eletti i rappresentanti di istituto. Si cerca una soluzione per l’ingresso dei motorini

Gli studenti del Liceo Scientifico Pietro Ruggieri si sono riuniti in assemblea presso la palestra della scuola, in data 21 Ottobre, per presentare i candidati alle elezioni dei rappresentanti d’istituto e discutere le problematiche riguardanti l’ingresso dei mezzi di trasporto degli alunni.

A candidarsi sono stati: Francesca Figlioli, Claudia Nizza, Greta Nizza, Sofia Mistretta, Piergiorgio Rallo, Daniil Galkovskiy e Domenico Oddo, ognuno dei quali ha esposto il proprio programma per migliorare l’organizzazione scolastica sotto molteplici punti di vista. Durante la discussione è intervenuta la Dirigente scolastica per dare ulteriori informazioni circa l’entrata di pedoni, ciclomotori e minicar all’interno dell’atrio.
Oggetto dell’intervento della Dirigente è stata la sicurezza precaria dei pedoni negli spazi esterni della scuola, causata principalmente dalla tendenza di molti studenti a uscire con il proprio motociclo dal cancello riservato ai pedoni. Si è giunti alla conclusione che a motori e ciclomotori non sarà permesso accedere e sostare nel parcheggio del liceo. Inoltre si è ribadito che l’ingresso di studenti e docenti avverrà presso il cancello pedonale. Si stanno comunque studiando delle soluzioni alternative per venire incontro alle esigenze di tutta la popolazione scolastica nel rispetto della sicurezza.

Lunedì 28 Ottobre si sono tenute presso le classi dell’istituto le elezioni degli organi collegiali.
Sono stati eletti come rappresentanti d’istituto Piergiorgio Rallo, Sofia Mistretta, Greta Nizza e Daniil Galkovskiy; a rivestire, invece, il ruolo di rappresentanti della consulta provinciale sono: Giuseppe De Vita e Francesco Agate.

Ludovica Arceri

Giulia Di Girolamo

Benedetta Paladino

Attualità

La nostra casa è andata in fiamme

“Orrore.

Orrore per ciò che è accaduto. Sì, orrore è la parola giusta per descrivere com’è stato ridotto il posto dove siam cresciuti. Orrore nel vedere quelle pareti nere, oggetti in cenere,… nel pensare come il fuoco abbai inghiottito i nostri ricordi”.

Catastrofico l’incendio che la sera del 1° di ottobre è divampato all’interno dell’edificio del fossato punico, ex scuola materna “Villa Gaia”, odierna sede scout.

Pensare come in pochi attimi si possa distruggere il lavoro di anni e il cuore di molti, agendo con tanta leggerezza, con tanta noncuranza, da arrivare ad appiccare un incendio a quello che era “il sogno nel cassetto” realizzato di tante persone. Ogni volta che ti trovavi a parlare con un estraneo di quel luogo, la maggior parte delle volte non lo aveva mai sentito nominare, mentre adesso è sulla bocca di tutti. Tanti scout sono entrati nella nostra sede e ognuno ha lasciato un pezzo di sé. Fortunatamente questi pezzi non possono bruciare perché li custodiamo gelosamente dentro di noi. Da questi pezzi rimasti intatti ricomincerà tutto.

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Le fiamme si sono velocemente espanse nel pian terreno, ormai sono pochi e indistinguibili i rimasugli presenti in quelle stanze. Le cause dell’incendio sono ancora sconosciute, ma si contano danni per un ammontare di più di 8000 euro di materiale tra tende, sacchi a pelo e materiale di vari genere, senza considerare i danni arrecati all’edificio stesso.

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L’associazione non si è data comunque per vinta e, grazie alla collaborazione delle famiglie, della chiesa madre e delle associazioni cittadine, è stato possibile aprire con stile le attività scoutistiche dell’anno, con l’impegno da parte di tutti ne restaurare la nostra casa, a cui non smetteremo di pensare e lavorare per renderla ancora più bella di prima.

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Come dice Ernest Hemingway:” Qualcosa si ferma mentre sei ancora vivo. Il resto va avanti e tu con quello. Alla fine, riprendi possesso di gran parte della vita come di oggetti salvati da un incendio. Infine, certe cose le ricordi solo di notte.”

Beatrice Barraco 2C

Martina Ienna 3F

Chiara Nucifora 3G