Film, Rubriche

AMORE  TEMPO  MORTE

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“Amore, tempo, morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla terra. Desideriamo l’amore, vorremmo avere più tempo, temiamo la morte.”

Sono queste le parole con le quali il protagonista, Will Smith, ci trascina all’interno della trama di questo meraviglioso film “collateral beauty”, un film drammatico, che conduce gli spettatori a fare delle riflessioni profonde sull’essenza della vita..

Amore, tempo, morte, sono protagonisti di questo film.

L’amore incondizionato di un padre, straziato e arrabbiato perché avrebbe voluto più tempo con la propria figlia, tempo che la morte gli ha strappato via.

L’intero film invita gli spettatori a riflettere proprio su quanto siano importanti per ognuno di noi questi tre elementi astratti. Ogni giorno si sente parlare di morte, amore e tempo, ma in modo superficiale, senza cogliere il significato più profondo che essi hanno per la nostra esistenza.

Il tempo, è la nostra quotidianità, l’amore è racchiuso in ogni cosa, amicizie,amori, famiglia, e la morte invece, è la fine di un lungo periodo, del nostro tempo.

Quindi il messaggio “lanciato” da questo film, dovrebbe spingerci a vivere con consapevolezza, a vivere al meglio il nostro tempo, trovando la “bellezza collaterale” in ogni cosa, non privandoci mai dell’amore, senza del quale la nostra vita sarebbe vuota e insulsa, prima che sia troppo tardi e che la morte ci porti via tutto. Qualsiasi siano le difficoltà che la vita ci possa mettere davanti, una vita senza amore, senza bellezza, non è che tempo sprecato.

Sarah Palermo III F

Attualità, Divertimento, Stili di vita, Tempo libero

FINCHÉ C’È MOVIDA, C’È SPERANZA

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L’etimologia del termine “movida” faceva riferimento all’omonimo fenomeno giovanile nato in Spagna e in particolare nella movimentata Madrid della fine degli anni Settanta. Oggi sta a indicare il tipico stile di vita cittadino all’ insegna del divertimento e dell’ animazione notturna.
In particolare  sono coinvolti gli adolescenti che, con la loro voglia di divertirsi e di lasciarsi un po’ andare dopo una settimana lunga e stressante, spesso vanno con amici in locali, discoteche, pub, ristoranti, enoteche. Infatti la movida marsalese offre una vasta gamma di divertimenti.
Ogni fine settimana si vedono gruppi di ragazzi che siedono a chiacchierare su panchine e scalinate, persino accovacciati sui marciapiedi. Panini, birre e cocktail alla mano. Liceali e universitari che affollano (spesso senza mai entrarci davvero) l’ingresso del Juparaná, il bar per eccellenza!
L’Antico Mercato di Marsala, accanto a Porta Garibaldi, di giorno mercato del pesce, la sera si trasforma, e diventa il centro della movida marsalese con locali e musica. Diverse le discoteche in città, con i migliori Dj siciliani. E d’estate le spiagge vivono anche di notte. E poi concerti e spettacoli nei teatri e nelle piazze tutto l’anno.  Inoltre talvolta vengono organizzate dal comune delle “notti bianche”, serate all-night-long, con eventi, spettacoli musicali e negozi aperti fino a tarda sera.
L’estate a Marsala, al tramonto, si tinge di nuove luci e colori ed è frequente e consigliato un aperitivo tra i tanti pub ed enoteche sul mare o allo stagnone, per ammirare lo splendido paesaggio che la nostra città ci offre.

Giusy Maggio, Giorgia Licari, Alessandra Trainito       4C

Filosofia, Libri, Rubriche, Storia del pensiero

LA   FELICITA’,  un  viaggio filosofico

foto felicità

“La felicità a volte ci sfugge e dipende da noi. Siamo condizionanti ma non determinati a essere più o meno felici.

Abbiamo dunque la facoltà, grazie soprattutto all’uso della ragione e della nostra volontà, di accrescere la nostra capacità di essere felici.”

Un saggio prezioso e interessante ci regala Frédéric Lenoir  “La felicità, un viaggio filosofico” . Un lungo cammino nella filosofia e nella storia del pensiero, per comprendere l’evoluzione di quest’ultimo sulla felicità e cosa fare al fine di trovare “la contentezza” che a molti giovani, sembra mancare.

“È molto più facile, per ciascuno di noi, rispondere alla domanda: -Che cosa mi rende felice?- piuttosto che alla delicata questione -che cos’è la felicità?- “

La nostra felicità sarà, infatti, sicuramente diversa da quella degli altri, ci saranno quindi persone più inclini rispetto ad altre ad essere felici; uno stesso ostacolo potrebbe rendere felice una persona e triste un’altra.  Dipende da come reagisce quest’ultima.

La felicità quindi esiste; ma non esiste una “ricetta” per quest’ultima, in quanto cambia da soggetto a soggetto.

Tuttavia per non essere infelici, non dobbiamo eliminare gli ostacoli esterni ma superarli, non basta sopprimere un’ emozione o un sentimento che ci scombussola, ma dobbiamo trovare emozioni più potenti ad animarci, a darci un “senso”, uno scopo, un “significato”, una direzione, dobbiamo saper cosa vogliamo dalla nostra vita, emozioni che riusciranno a eliminare le cause della nostra tristezza, non dobbiamo mai farci schiacciare, incupire dal dolore, dobbiamo saper reagire, e solo in quel momento possiamo capire che cos’è la felicità.

La nostra felicità non dipende dall’esterno, non dipende dalle nostre amicizie, dalla nostra posizione, dalle nostre possibilità economiche… dipende solo dal nostro essere.

“La felicità, un viaggio filosofico” è un libro che molto fa riflettere e ti sprona a cambiare modo di vedere il mondo circostante, ti sprona a cambiare, ad avere degli obbiettivi fissi e fare di tutto per mantenerli e realizzarli, e se non dovessi riuscire ad ottenere i risultati sperati,  avrai in ogni caso ottenuto un riscontro positivo dal percorso fatto.

Reina Davide 3H

 

Alimentazione, Rubriche, Stili di vita

QUAL É LA TUA FILOSOFIA SULL’ALIMENTAZIONE  ?

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L’alimentazione dell’umano corrisponde al consumo “consapevole” di alimenti e bevande.

È fondamentale soffermarsi sul termine CONSAPEVOLE poiché spesso il concetto di alimentazione viene frainteso e molte persone abusano o al contrario limitano il proprio regime alimentare, finendo per riscontrare malesseri che possono portare a patologie quali Obesità e Anoressia.

Una corretta alimentazione contribuisce ad un benessere fisico e di conseguenza morale, Mens sana in corpore sano (“una mente sana in un corpo sano”) è una celebre  locuzione latina tratta da Giovenale.

Dunque la domanda che molti si pongono è: “Come è strutturata una corretta alimentazione?”

La prima cosa fondamentale da sapere per poter assumere consapevolmente determinati alimenti è che ognuno di essi contiene una determinata quantità di calorie e nutrienti.

Questi ultimi a loro volta si posso dividere in due grandi categorie: MACRO NUTRIENTI e MICRO NUTRIENTI.

I macro-nutrienti sono: Carboidrati (zuccheri), Proteine (amminoacidi) e Lipidi (grassi).

I micro-nutrienti sono: vitamine e minerali.

Una corretta alimentazione si basa su un’assunzione organizzata “dalla colazione alla cena” di questi nutrienti.

I CARBOIDRATI  rappresentano in genere la quota più consistente della razione alimentare, variando mediamente dal 50% all’80% del totale giornaliero, in base al fabbisogno e alle esigenze individuali.

Le PROTEINE sono formate da amminoacidi, essenziali per il nostro organismo, e rappresentano circa il 15% della dose di nutrienti giornaliera.

I LIPIDI sono i macronutrienti con il maggiore apporto calorico (9 calorie ogni grammo, oltre il doppio di proteine e carboidrati) e coprono circa il 25-30% del fabbisogno di nutrienti giornaliero.

Le VITAMINE e i MINERALI sono essenziali per la produzione di enzimi, ormoni e altre sostanze che regolano lo sviluppo e il funzionamento del sistema riproduttivo e immunitario.

-Quali sono gli alimenti che contengono questi nutrienti.

-Come distribuire l’assunzione durante la giornata.

-Che dieta seguire in base al proprio obiettivo.

Sono tutti argomenti che verranno analizzati negli articoli successivi , nella rubrica  “ALIMENTAZIONE”.

Alesio Pizzo, IV E

 

 

Film, Rubriche, serie TV

Diverso nel mio essere normale ….. “Atypical”

foto atypical

Che ne direste di vivere una sola giornata nei panni di chi non si trova per niente a suo agio negli ambienti molto affollati o rumorosi, e che magari, in situazioni del genere, rischierebbe di imbattersi in una crisi impossibile da gestire? In quel caso provereste solo una parte di quello che prova ogni singolo giorno uno come Sam, protagonista della serie TV “Atypical”, uno scorrevole susseguirsi di episodi riguardanti la vita di un ragazzo così ostacolato eppure così determinato a vivere come ogni altro adolescente.

Essere nello spettro autistico è come essere lontani dal resto della società, non capire quasi mai cosa provano gli altri, e in ogni caso non saper reagire correttamente alle emozioni e alle esigenze delle persone con cui si ha a che fare quotidianamente.

É risaputo che vivere in un ambiente popolato quasi esclusivamente da ragazzi, come la scuola, non è facile per molti, e le difficoltà arrivano anche per quelli senza una vera patologia. L’ambiente scolastico è come un antipasto di ciò che aspetta ognuno di noi nel mondo, una volta adulti, e sa essere sicuramente crudele a suo modo.

In una serie come questa che tratta l’argomento in un modo, a mio dire ,eccellente, si trovano davvero diversi consigli su come comportarsi con un autistico, ma una cosa ancora più importante è che spesso non dobbiamo essere noi a cambiare atteggiamento, perché come ci insegna Sam, anche uno come lui può abbattere diverse barriere e integrarsi in una società così cinica e spesso ignorante come la nostra. In una tale società e in una famiglia che nasconde piccole insoddisfazioni e segreti, lui trova sempre la positività e la volontà di imparare sempre di più sui suoi coetanei (soprattutto coetanee), con il fondamentale aiuto di un collega di lavoro ma soprattutto amico, un amico per antonomasia, che con la sua spontaneità riesce ad abbracciare ogni problema di Sam per poterlo accompagnare in questo viaggio così particolare quale è la vita.

A momenti di completa apertura, però, si alternano momenti in cui il protagonista si chiude nel suo mondo, in cui sono presenti solo lui e la sua passione per l’Antartide e i pinguini, una condizione che può permettergli di ritrovare la calma e continuare.

L’argomento è stato toccato in ambito televisivo nelle interessati avventure quotidiane del fisico Sheldon Cooper nella serie “The Big Bang Theory”, sitcom americana di grande successo ancora in programmazione; opportuno dire però che la collaborazione fra l’ideatrice di “Atypical” Robia Rashid e il regista della medesima serie Seth Gordon ha portato ad una narrazione caratterizzata da una sensibilità maggiore, che rapisce e che fa immedesimare come poche altre, e che fa capire che in certi casi, l’autismo, è solo una scusa.

Edoardo Pipitone 4F

 

Attualità, Riflessioni a tema libero, Rubriche

Ai concerti si va per perdere la voce, non la vita!

foto concerto

Una serata tranquilla che doveva trascorrere nel divertimento, quella che immaginavano i ragazzi presenti alla “lanterna azzurra”, locale nei pressi di Corinaldo, lo scorso venerdì e invece, a mezzanotte e quaranta, poco prima dell’arrivo di Sfera Ebbasta, nel caos della festa la gente comincia ad accusare un fastidio al naso e un certo senso di confusione dovuto ad un odore acre. Scoppia il panico, la gente comincia ad abbandonare l’edificio attraverso l’unica via di uscita aperta. Oltre l’uscita un ponticello delimitato da alcune balaustre.  Nel giro di pochi secondi il ponticello viene invaso da un’enormità di ragazzi impauriti, che si spingono tra di loro finché non avviene la tragedia: crolla una balaustra e con questa alcune persone cadono in un fossato, schiacciate da altre che, nel frattempo spinte dalla massa in fuga, non possono evitare la caduta. Sette sono le persone finite in ospedale con il codice rosso e sei le vittime, dai quattordici ai trentanove anni, compresa mamma Eleonora che lascia i suoi quattro figli tra cui la ragazzina undicenne che aveva accompagnato all’evento. Le indagini sono aperte e una delle possibili piste sarebbe quella dell’uso, da parte di un ragazzino, di uno spray al peperoncino che avrebbe causato il fastidioso odore.

In base a questa pista le forze dell’ordine hanno già individuato un ipotetico colpevole che  potrebbe rischiare l’accusa di omicidio preterintenzionale. Rischiano l’accusa per omicidio colposo i proprietari del locale, che sembra abbiano venduto più biglietti del dovuto causando il sovraffollamento. Mentre le forze dell’ordine proseguono con le indagini e i proprietari del locale cercano di fare leva sulla sicurezza dell’edificio, che risultava secondo questi ultimi  a norma, i social esplodono di messaggi di conforto verso le famiglie delle vittime o di rabbia e orrore di fronte a una situazione di tale tristezza. Lo stesso Sfera Ebbasta esprime il suo rammarico, accompagnato da altri artisti della scena trap italiana, che hanno deciso di sospendere le loro tappe immediate.

In un’intervista Salvini si è espresso così: ”E’ incredibile nel 2018 morire per un mix di incoscienza, stupidità e avidità”.

Conte esprime un desiderio: ”Da  questo pomeriggio episodi del genere non devono più avvenire”.

Questo è quello che si spera, che non accadano più fatti del genere!

Tragedie simili  erano già accadute in passato, come quella di  Torino a Piazza San Carlo.

A vedere le partite o i concerti si va per divertirsi e al massimo perdere la voce, non di certo la vita!

Yeshua Giacalone 4°C

Musica, Rubriche

Imparare attraverso la musica

 

foto musica

Quante cose si devono fare durante una giornata…quanti impegni si devono portare a termine…quanti compiti e quante interrogazioni…eppure il tempo per la musica c’è sempre. La musica è ovunque: nella radio durante un tragitto in macchina, in televisione oppure nei cellulari.

Se si prova ad immaginare un mondo senza musica nulla avrebbe un senso perché la musica è colore, è luce… è vita!

La musica è da sempre stata vicino all’uomo. Dà conforto quando si è tristi, energia e vita quando si è felici, rievoca i ricordi, produce malinconia e fa ballare chiunque. Ma non è tutto!

La meraviglia di questa grande arte sta nel fatto che essa è una grande maestra. Insegna, in primo luogo, una qualità ormai passata in secondo piano: saper ascoltare se stessi e gli altri. Per esempio chi suona uno strumento o canta , riceve il grande dono di imparare a conoscere il proprio ego, la propria sensibilità e i propri limiti, riceve anche il dono della pazienza, della costanza e la responsabilità di trasmettere qualcosa a chi ascolta. Ma la bellezza arriva proprio quando la musica viene fatta insieme agli altri. In una società fatta ormai, purtroppo, di solisti ,essa insegna che non conta più il ruolo del “ singolo individuo”,non conta chi è più bravo e chi meno, ma la forza della condivisione, il saper amalgamare le note, i suoni , le parole insieme in modo da ottenere l’armonia perfetta.

“La musica è una legge morale: essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose” (Platone) .

La musica è libertà e di conseguenza ognuno deve sentirsi libero di ascoltare o suonare quello che vuole perché un altro grande insegnamento che dà è quello di non giudicare. Essa può essere fatta da chiunque dove non importa il colore della pelle, la diversità, la ricchezza o la povertà. È solo amore puro capace di sciogliere anche le menti più dure e i cuori di ghiaccio e capace di rimanere dentro ogni uomo fino alla fine. Tutto ciò che deriva dalla congiunzione di diverse note e che produce suono, colore, timbro, è libero, privo di giudizi, è certezza.

“Ed è proprio questo il bello della musica: nessuno può portarcela via.”

Valeria Mezzapelle, 4F

Rubriche, videogiochi

BLACK FRIDAY:QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA’

59,98€!”Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta cifra selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!” direbbe a proposito il grande Dante. E come non essere d’accordo?I famigerati 59,98€ (sempre arrotondati a 60€ dal commesso per risparmiarci la fatica di dover prendere quei miseri due centesimi di troppo) sono l’incubo di ogni giocatore:nessuna paghetta può pareggiare una cifra del genere,la quale sfortunatamente viene proposta praticamente per tutti i giochi nuovi in uscita nel mercato attuale. Chi vuole il gioco subito deve spendere senza compromessi e chi invece decide di aspettare deve affrontare sempre interminabili mesi di attesa prima di poter vedere lo sconto divino cadere proprio sul gioco tanto bramato. È una vera sofferenza che non si sopporta facilmente,ma fortunatamente i sogni si possono realizzare,ed è così che ogni anno arriva la benedizione del giocatore,la salvezza del portafoglio (anche se ironicamente è il giorno in cui si spende di più):il “BLACK FRIDAY”.

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Per alcuni è meglio di Natale,per altri è solo l’inizio di una lunga lista di acquisti,ma per tutti è un momento importantissimo,pieno di potenzialità e possibilità. Ma da dove proviene questo termine?Perché si parla proprio di “Black Friday”?Qual è il motivo di questa scelta,del colore e di questo particolare giorno ormai diventato simbolico?L’origine del nome risulta tutt’oggi incerta:secondo alcuni infatti sarebbe legato alla grande quantità di traffico che si crea proprio in quel giorno (da qui il “Black” delle emissioni delle macchine),ma per altri si potrebbe ricollegare al colore dei libri contabili dei commercianti,che passano dal colore rosso (segno delle perdite e del periodo negativo) al colore nero (segno di guadagni e miglioramenti) proprio nel giorno tanto atteso. Inoltre secondo le testimonianze che ci sono pervenute la prima manifestazione del “Black Friday” sarebbe avvenuta nel 1924,quando la catena statunitense Macy’s organizzò una grande parata nel giorno successivo al ringraziamento per celebrare l’arrivo della stagione degli acquisti. Dopo l’esplosione del fenomeno,che avvenne negli anni ottanta in America,ben presto la tendenza finì per diffondersi anche in Europa e in Italia,dove oggi continua a simboleggiare l’arrivo del periodo natalizio e degli sconti affini.Sconti che nell’industria dei videogiochi hanno un valore notevole e ogni anno vengono sfruttati al meglio da chi sa aspettare l’offerta migliore. A ciò si aggiunge poi il “Cyber Monday”,che si svolge il Lunedì immediatamente successivo al “Venerdì nero” e viene accolto positivamente da coloro che sono più interessati alla tecnologia. I prodotti acquistati sono tanti,dai videogiochi più semplici ed economici ai computer più costosi,ma in ogni caso per tutti costituisce un vero e proprio sogno che ogni anno puntualmente diventa realtà.

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GIULIO CHIAVACCI 4 C

Film, Rubriche

Chiamami col tuo nome

chiamami con il tuo nome

Tratto dal famoso romanzo di AndrèAciman, il fiml ha ottenuto 4 candidature ai premi Oscar, vincendone uno grazie allo sceneggiatore Ivory.

La pellicola Chiamami col tuo nome è un racconto trascendente e sensuale, che ha come protagonista Elio, un diciassettenne che, nonostante la sua età, si dimostra più maturo dei suoi coetanei e che si innamora di Oliver, studente di archeologia, che con i suoi modi disinvolti colpisce la curiosità dell’adolescente impacciato. I due trascorrono del tempo tra lunghe passeggiate e nuotate, vivendo un’intensa estate di passioni,portandoli alla fine a riflettere sulla loro vita. Elio ha la fortuna di essere cresciuto in una famiglia acculturata, franco-italo-americana,dovesi studia la musica classica, si legge poesia, si parla di politica; dove non ci sono pregiudizi di sesso o nazionalità, dove il ragazzo viene sostenuto per i suoi ideali.Il regista, Guadagnino, in una conferenza, la definisce come la tipica famiglia che segue un canone disneyano, cioè come un luogo in cui si migliora a vicenda.

Il padre di Elio è una figura importante nella sua vita.  All’inizio è visto come  un bonaccione, ma durante un momento di crisi del ragazzo cambia atteggiamento,assumendo un ruolo di persona  saggia e sensibile.

“Stai male e ora vorresti non provare nulla, forse non hai mai voluto provare nulla, ma ciò che ora provi io lo invidio… Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno, ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio…”
Simona Stabile 4F