Ambiente, Attualità

Un nuovo futuro per Sappusi

 

 

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Circostante alla nostra scuola una discarica sta diventando la casa di molti senzatetto, quell’edificio che circa 10 anni fa ospitava intere classi di bambini adesso ospita ben altro.

Siringhe, indumenti, materiale scolastico e cibo malandato sono i veri studenti della scuola “Lombardo Radice”, la quale è stata chiusa per la presenza di amianto all’interno delle pareti.

Una vera situazione di degrado si è presentata agli occhi di noi studenti aspiranti giornalisti: tra le inferriate parzialmente danneggiate è possibile vedere una vera e propria isola tutt’altro che ecologica. All’ingresso abbiamo trovato un cancello con su scritto: “vietato l’accesso”, tuttavia questo non ci ha ostacolato in quanto il cancello era completamente spalancato. Adiacente alla scuola si trova quella che forse in principio era la portineria, la quale è tuttora piena di sacchi di spazzatura e di evidenti segni di presenza umana.

Tutto ciò al comune di Marsala non è passato inosservato e, infatti, sta provvedendo a procurarsi dei fondi per la riqualificazione della scuola.

E’ stato già stipulato un protocollo con il Libero Consorzio in base a cui la struttura verrà ceduta all’ex provincia che vi trasferirà l’istituto tecnico commerciale. Sarà una vera e propria rinascita del quartiere popolare di Sappusi dove si creerà una sorta di “cittadella dell’istruzione” in cui conviveranno l’asilo nido comunale, il plesso “Asta”, il liceo scientifico “Pietro Ruggieri” e il liceo delle scienze umane “Pascasino”.

                                    Di Girolamo Giulia IG

Messina Caterina IG

Emozioni, Musica, Passioni, Rubriche

Emozioni in Musica

foto musica

Ho sempre amato la musica, sin da quando ero piccolo i miei genitori accompagnavano momenti come il cullarmi per due ore buone, per poi io risvegliarmi due minuti dopo, con l’ascolto di canzoni come “Time”, dei Pink Floyd, dal disco “The Dark Side of the Moon”, “She’s leaving home”, dei Beatles, dal disco “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, sigle dei cartoni animati oppure “Lo Schiaccianoci”, di Tchaikovsky.

Tutt’ora associo l’ascolto della musica a momenti di relax totale, magari la sera, prima di andare a dormire, oppure un sabato mattina, quando non ho impegni di alcun tipo, con la musica sparata dalle casse a tutto volume, o anche, in modo analogo, come accompagnamento a qualcos’altro, come leggere, disegnare, scrivere, per scaricare le ansie, le tensioni. Penso anche di avere un rapporto abbastanza profondo con la musica, tale da emozionarmi all’ascolto di determinate canzoni: quel momento in cui ti sale un brivido lungo la schiena, poi lungo il collo, fino alle tempie, per poi scaricarsi al suolo, solo ascoltando una canzone, magari a causa della voce di chi canta o del suono dello strumento di chi suona, e ti senti bombardato di emozioni fortissime che difficilmente riesci a contrastare, amplificando anzi l’emozione.

Che cos’è, quindi, la musica, in conclusione? Facendo varie ricerche si può venire a conoscenza del fatto che “musica” nasce come termine per esprimere le arti delle Muse, riferendosi a qualcosa di perfetto, che è arte, in quanto complesso di norme pratiche capaci di conseguire determinati suoni, i quali sono in grado di esprimere l’interiorità di chi produce e di chi l’ascolta, e che è anche una scienza, in quanto il generare dei suoni mediante la voce o mediante l’utilizzo di strumenti musicali, provoca, attraverso i principi dell’acustica, la percezione uditiva e l’esperienza emotiva voluta dall’artista; infatti la musica è il prodotto dell’arte di ideare e produrre suoni piacevoli all’orecchio e, più tecnicamente, consiste nell’organizzazione dei suoni, dei rumori e dei silenzi nel corso del tempo e nello spazio.

Ma cos’è realmente la musica, per ognuno di noi? Un mezzo per trasmettere emozioni? Il prodotto del genio? Un mezzo per uscire dagli schemi? Libertà? Un passatempo? Qualcosa di noioso?

La realtà è che è qualcosa di variabile, malleabile, che può essere preso sotto diversi punti di vista, ognuno unico e diverso da un altro.

Per me, la musica è principalmente espressione di emozioni e creatività, in alcuni casi capace di renderti felice anche dopo la peggiore giornata possibile immaginabile  e che riesce a trasportarti in una dimensione esterna dal mondo, lontano da tutti i problemi e le agitazioni.

Livio Sammartano  IIC

Attualità, Riflessioni a tema libero

Il Coronavirus

Coronavirus

Il coronavirus è il fenomeno di cui tanto abbiamo sentito parlare, ma cosa sta accadendo attualmente?

Questo virus si sta diffondendo in tutto il mondo lasciando vittime ovunque, ma entriamo nel particolare: da dove proviene?

Si è parlato della macellazione di animali selvatici vivi al mercato cittadino di Wuhan, di condizioni igieniche precarie, di pipistrelli, ecc. La verità non c’è ancora.

Cosa sono i coronavirus?

I coronavirus sono una grande famiglia di virus e possono causare diverse infezioni, dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria del Medio Oriente e la sindrome respiratoria acuta grave.

Quali sono i sintomi dell’infezione da coronavirus nell’uomo?

I sintomi dipendono dal virus, ma i più comuni includono problemi respiratori, febbre. Nei casi più gravi, l’infezione può portare a polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino morte. I sintomi si verificano dopo 15 giorni.

In Italia per prevenire ed evitare il contagio sono stati chiusi gli aeroporti e annullati tutti i voli per la Cina, facendo rimpatriare gli Italiani che si trovavano nella nazione infetta. Nonostante i provvedimenti presi dallo Stato, due turisti cinesi, risultati positivi ai test, si sono recati a Roma e adesso sono tenuti in quarantena in cerca di una cura.

In Cina la situazione si aggrava: 1.016 morti e oltre 37.000 contagi. La Commissione sanitaria nazionale cinese ha specificato che 103 delle 109 vittime sono state registrate nella provincia di Hubei, focolaio del virus. I contagi sono invece saliti a 37.626.

Per quanto riguarda il vaccino contro il virus è una siciliana a guidare il team che ha isolato i primi casi in Europa. Lei si chiama Concetta Castilletti, ha 56 anni, è di Ragusa, è anche madre di due figli.

Il loro studio ha aperto la strada alla diagnosi e forse anche ad un vaccino.

Elenia Aleci IG

Benedetta Paladino IG

Fuori Classe, Iniziative, Interviste

VISITA ALLA REDAZIONE DI “ MARSALA C’E’ ” E AGLI STUDI DI “LA TR3”

foto giornalismo

Il giorno 2 dicembre ci siamo recati alla redazione di Marsala c’è.

Ad accoglierci il condirettore Gaspare De Blasi e la giornalista Claudia Marchetti che ci hanno illustrato vari aspetti del loro lavoro, mettendo a confronto il giornalismo di una volta e quello attuale.

Tante sono le differenze; con il passare del tempo, grazie soprattutto a molti mezzi tecnologici, possiamo notare come il giornalismo si sia evoluto, presentando anche molti aspetti negativi, come la diffusione di fake news che influenzano in maniera errata il pensiero dei lettori.

Dopo averci spiegato il duro lavoro del giornalista, che deve sempre puntare all’ oggettività raccontando in maniera veritiera i fatti, il consiglio che il condirettore ha dato a tutti noi giovani è quello di essere sempre curiosi davanti a ciò che ci circonda e di testimoniare agli altri la realtà che viviamo.

Il lunedì seguente siamo stati ospitati dalla direttrice Pamela Giampino, Cristina Agate e dagli addetti al montaggio Alessandro Sferlazzo e Andrea Bertolino, negli studi della TR3, canale televisivo della Regione.

Durante la visita, la direttrice ci ha raccontato della nascita del canale,  della sua crescita ed evoluzione nel tempo e delle varie tecniche di montaggio.

In seguito, ci siamo messi alla prova come veri giornalisti, interagendo con gli strumenti del mestiere e diventando protagonisti del telegiornale.

Abbiamo compreso come sia difficile e faticoso progettare un servizio televisivo e quanto lavoro ci sia dietro ogni prodotto, ore e ore di preparazione per un servizio anche di pochi minuti.

Sono stati due pomeriggi davvero interessanti e….chissà che qualcuno di noi non cominci a progettare il suo futuro da giornalista.

 

Ludovica Arceri

Maria Sofia Lamia

I G

 

Divertimento, serie TV

The Simpsons

immagine simpson

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti, ma come “fosse” la televisione senza i Simpson?

Si è infatti giunti alla trentesima stagione, un numero veramente imponente, quasi spaventoso, quando si parla di una serie tv. Dovrebbe essere un momento di grande celebrazione, perché per arrivare a un simile traguardo significa essere entrati nella storia della tv e ben oltre, nella cultura popolare del proprio paese.

Ma quali sono stati i fattori che hanno permesso tale fama? Dove è iniziato il tutto?

In questo articolo parleremo delle origini, curiosità e caratteristiche della celebre famiglia gialla di Springfield:

  • I Simpson nacquero nella sala di attesa di James L. Brooks, il produttore del Tracey Ullman Show, un programma televisivo a sketch che trasmetteva per lo più brevi scene umoristiche e che andava in onda sulla rete televisiva FOX. Brooks voleva intervallare alle scenette brevi corti di animazione e pensò che il fumettista Matt Groening potesse fare al caso suo. Secondo la versione raccontatapiù volte dallo stesso Groening, i Simpson nacquero in pochi minuti, mentre il fumettista attendeva di essere ricevuto da Brooks per presentargli la sua idea. Fu su una poltroncina della stanza di attesa che nacquero Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, con nomi scelti tra quelli della stessa famiglia di Groening. L’idea di una famiglia con molti difetti e lontana da quelle perfette di diverse serie televisive andate in onda nei decenni precedenti piacque a Brooks. I corti furono quasi da subito un successo, Brooks, si persuase che valesse la pena di sperimentare un formato diverso e si mise al lavoro per trasformare le storie di quella strana famiglia, in una serie televisiva vera e propria. Ad oggi sono più di 670 gli episodi messi in onda.
  • Perché i Simpson sono gialli?Gli animatori avevano fatto diverse prove di colori dei personaggi. Matt Groening ha scelto il giallo perché in questo modo il programma era facilmente ed immediatamente riconoscibile per chi faceva zapping tra i canali, che poteva immediatamente riconoscere i Simpson in una frazione di secondo, ed inoltre il colore poteva incuriosire chi non conosceva il programma e spingerlo a fermarsi sul canale.
  • Simpsonsono i nuovi Maya. Hanno previsto eventi e invenzioni che si sono poi verificati nella realtà, dallo smartwatch all’iPod passando per il telefono per videochiamate. Da brivido anche i vaticini relativi a eventi come la presenza di Lady Gaga al Super Bowl e la molto più inimmaginabile previsione dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America.
  • Il nome Bartè stato scelto perché è un anagramma di ” monello “: ossia brat.
  • Matt Groeningstesso dà la voce a Maggie Simpson, la piccola della famiglia.
  • La lunghezza della sequenza della gag iniziale del divano dipende dal tempo di cui gli autori hanno bisogno per finire l’episodio: se l’episodio è corto la gag è più lunga e viceversa.
  • L’espressione “D’oh!”usata da Homer nel 2001 è stata addirittura inserita nell’Oxford English Dictionary come suono onomatopeico. L’espressione è stata inventata da Dan Castellaneta, il doppiatore americano di Homer che l’ha ripresa da Jimmy Finlayson, l’attore di Stanlio e Ollio che aveva storpiato l’inglese “Damn!”.
  • Perché è stata fatta morire la moglie di Flanders? I Simpson sono stati i primi “assassini” in prima serata di un personaggio ricorrente della serie. A fare una brutta fine nell’undicesima stagione è stata Maude, la moglie di Ned Flanders. Il motivo? La doppiatrice originale, Maggie Roswell, voleva essere pagata di più e minacciò di lasciare lo show. Così la fecero fuori, letteralmente parlando.
  • La taverna di Boe è il bersaglio preferito di Bart per i suoi scherzi telefonici diventati ormai iconici. Il numero del locale è 764-84377 e, digitando le cifre in questo preciso ordine su un telefono vecchio stampo, indovinate quale parola esce fuori? Smithers!
  • I Simspon e Futurama condividono lo stesso creatore, Matt Groening, sono infatti diversi i crossover di cui hanno fatto parte.
  • Non solo Trump, infatti i Simpson sono famosi per aver predetto il crollo delle Torri Gemelle avvenuto l’11 settembre 2001. In una puntata dal titolo «New York City vs Homer Simpson», c’è un momento che allude all’attacco dell’11 settembre del 2001 al World Trade Center di New York. Si tratta di un volantino che sponsorizza un viaggio in autobus a New York per 9 dollari. Il 9 appare di fianco alla sagoma delle Torri Gemelle, creando la data 9/11.
  • Il nome completo di Milhouse, il migliore amico di Bart, è Milhouse Mussolini Van Hooten; si scoprirà in seguito che ha infatti origini italiane.
  • Nell’episodio “The Wizard of Evergreen Terrace” Homer sogna di diventare il più grande inventore del suo tempo. A un certo punto compare una lavagna sulla quale, è scarabocchiata un’equazione complessa. Questa equazione è una piccola parte di quella che sarebbe diventata la particella del bosone di Higgs, o “particella di Dio”, che è stata scoperta nel 2012.
  • Per moltissimi anni non si è saputo dove fosse Springfield, la città in cui abita la famiglia Simpson. In molti episodi e nel lungometraggio dei Simpson si danno indicazioni relative alla localizzazione geografica di Springfield tuttavia le informazioni variano (volutamente) di volta in volta. Il motivo per cui il creatore della serie, Matt Groening, ha scelto il nome “Springfield” è perché si tratta della cittadina più comune negli States: l’America pullula di Springfield e Groening ha voluto sceglierla perché gran parte del pubblico potesse pensare “Quella è la mia Springfield”. Di certo lo penserà proprio Matt: lui è nato in una città che si trova in Oregon, molto vicino a Portland, che indovinate un po’ come si chiama? Esatto! Solo recentemente ha confessato che la Springfield di Homer è proprio la sua città natale.
  • Gli unici personaggi ad avere 5 dita sono Dio e Gesù, infatti gli altri personaggi hanno 4 dita.
  • Il film non è mai stato proiettato in Birmania perché in tale stato esiste una bizzarra legge che vieta il colore giallo e il colore rosso nei film.
  • Per concludere con le previsioni del famoso programma televisivo, parliamo della sua recente acquisizione da parte dell’azienda del famoso topo, la Disney, che ha recentemente acquistato anche la Marvel Studios e la LucasFilm Ltd. Questo evento ovviamente è stato predetto dalla stessa serie, In “When You Dish on a Star” c’è un cartello che recita “20th Century Fox, una divisione di Walt Disney Co.”

 E voi eravate a conoscenza di queste 10 curiosità sui Simpson?

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi raccomando, una volta rientrati a casa dopo scuola, sintonizzatevi su Italia 1 dove troverete la famiglia gialla

 ad aspettarvi!

                                                                              Lorenzo Lombardo|Edoardo Giacalone| 2H

 

 

 

Passioni, viaggi

Il fascino di Budapest

L’est europeo: un mondo tanto diverso dal nostro quanto affascinante.
Ma è davvero così diverso?
Ecco quello che ancora non sapete sull’est europeo: oggi andiamo a Budapest.

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-Molo delle scarpe

Capitale dell’Ungheria, Budapest è tra le più iconiche capitali dell’est. Essa, attraversata dal Danubio, si divide in due zone: Buda, la parte storica, e Pest, la parte moderna. La città, però, abbonda di monumenti in entrambe le parti.

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-Parlamento, laterale

Particolare prestigio viene dato dalla sede del parlamento, gioiello dell’arte neoclassica e il più grande edificio parlamentare europeo. Esso è diviso in due parti, ma è possibile visitarne solo l’ala destra, dove fondamentale è la sala dei gioielli della corona, che, come dice il nome, ospita la corona dei re d’Ungheria.

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-Parlamento, frontale

Sempre nella zona di Pest viene ospitata la piazza degli eroi. Questa grande piazza prende il nome dalle strutture arcuate che ne “abbracciano” il complesso. Ogni arco al suo interno ospita una statua raffigurante a sinistra i benestanti, mentre a destra riconosciamo i malfattori.

hdr-Piazza degli eroi

Spostandosi nella zona di Buda, altro elemento degno di nota è il castello di Buda, che più che essere un castello è un’intera collina che ospita il castello, il bastione dei pescatori, musei e la chiesa di S. Matteo.

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-Bastione dei pescatori

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-Chiesa di S. Matteo

Oltre ad essere così ricca di monumenti, la città emana un particolare fascino nel periodo invernale  grazie ai mercatini natalizi che riempiono la zona dell’opera, dando l’occasione a turisti e non di trovare ogni sorta di prodotto tipico e non (salame ungherese, sapone, marzapane, abbigliamento invernale, ecc…)

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-Mercato natalizio

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-Curiosità:tipico cibo ungherese è anche il salmone affumicato, il quale regna sovrano il mercato nel periodo invernale perché caldo e da mangiare in stile “fast food”

Infine, se le visite guidate non fanno per voi, Budapest offre molte attività di svago: potete passeggiare nei diversi parchi  adornati dalle statue ricordo dei tempi del nazismo e della resistenza ungherese al comunismo; potete sfidarvi sulla pista da pattinaggio vicino a Piazza degli eroi, la più grande su ghiaccio d’Europa (attenti, potreste incontrare qualche campione di pattinaggio artistico!); rilassarvi scoprendo da vicino come funzionano le terme romane; ammirare il Danubio in tutto il suo splendore con una visita in battello, sia diurna che serale.

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-Pista di pattinaggio

Insomma, Budapest è l’ideale per chi non sa stare fermo, ma badate bene a saper sfruttare il vostro tempo, perché non ci si annoia mai!

Beatrice Barraco 2C

 

Film, Iniziative, Rubriche, serie TV

Peaky Blinders

foto silvia

Peaky Blinders è una serie televisiva ideata da Steven Knight. La storia è ambientata negli anni 20, nel primo dopoguerra a Birmingham, in Inghilterra. È quindi un periodo molto difficile, l’Inghilterra che ci viene raccontata è simbolo dell’arretratezza sociale,tra oscurità e caos, guerra e povertà, strade invase da fumo proveniente dalle industrie, e dove molti uomini impazziscono a causa del ricordo dell’orrore vissuto nelle trincee. Ma c’è chi vuole lasciarsi il passato alle spalle e creare un futuro ed un mondo migliore sulla base del proprio potere e del proprio successo, entrando nel giro delle corse clandestine dei cavalli, delle scommesse e del mercato nero, si tratta di Thomas Shelby.

È il capo della famiglia Shelby (che rappresenta il fulcro della serie e i cui principali componenti sono Thomas, i fratelli Arthur e John, la sorella Ada e la zia Polly) e capo della gang Peaky Blinders.

Il nome del gruppo deriva dal copricapo che erano soliti indossare, all’interno del quale erano cucite delle lamette usate come armi. Thomas Shelby è interpretato dall’affascinante Cillian Murphy, che con la sua solita sigaretta in bocca e il bicchiere di whisky in mano e con il suo mistero, con la sua intelligenza ed astuzia riesce a rendere sempre più interessanti le varie situazioni in cui si trova la famiglia, ed è proprio questo che colpisce della serie,cioè la capacità di catturare l’attenzione in un periodo storico solitamente considerato noioso da noi giovani.

Thomas è,tra i vari personaggi,quello che subisce le pressioni maggiori, ha la responsabilità della sua azienda e della sua famiglia, infatti è sempre pronto ad aiutare i suoi due bracci destri nonchè fratelli Arthur e John, anche se in alcune occasioni alcuni componenti della sua famiglia non sono conformi alle sue scelte e al suo modo di agire, lui riesce sempre a portarli dalla sua parte.

E’ la mente dei vari piani, ma nonostante sia un ladro ed un assassino, tutto quello che fa lo fa per garantire a lui e alla sua famiglia la possibilità di vivere in futuro nella legalità. Tutto è svolto però all’insegna della corruzione, dove legalità e giustizia non esistono e a dettare le regole del vivere quotidiano sono dei gangster, mentre la polizia rimane a guardare fingendo di non vedere abusi e violenze. Ovviamente non tutto fila liscio per la famiglia Shelby, tra problemi familiari, intrighi e cuori spezzati, si ritrovano infatti a fare i conti con molti antagonisti, da ricordare è per esempio l’ispettore Chester Campbell che arriva in città con il desiderio di liberare Birmingham dalla corruzione e dall’illegalità anche se alla fine si rivela un personaggio squallido,capace di tutto pur di vincere contro Thomas e al suo fianco troviamo la bellissima Grace Burghess, agente sotto copertura che ha il compito di avvicinarsi sempre di più a Thomas per ricevere più informazioni possibili, del quale il protagonista s’innamorerà.

I Peaky Blinders sono realmente esistiti nella seconda metà del 1800 e si trattava di un’ organizzazione criminale nata come ribellione nei confronti del governo. Mentre nella realtà di quel tempo le donne erano trattate male e considerate inferiori rispetto agli uomini, nella serie invece alcune donne giocano un ruolo fondamentale, ricordiamo per esempio zia Polly, una donna molto forte e decisa che può essere considerata come la ‘fidata consigliera’ di Thomas,e che porta avanti l’azienda dal punto di vista economico, o la sorella Ada, una donna indipendente che rinnegherà più volte la sua famiglia a causa della loro criminalità e illegalità e le conseguenze che portano. Peaky Blinders è una serie assolutamente da vedere proprio perchè il contesto in cui sono svolte le varie vicende è reale, proprio come lo sono i drammi subiti dagli uomini tornati dalla guerra e che da essa non si sono mai ripresi e soprattutto il desiderio di pace delle povere persone.

’You can change what you do, but you can’t change what you want’ -Thomas Shelby

Silvia Sorrentino  IV F