Iniziative, Riflessioni a tema libero, Riflessioni intorno alla scuola

 Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il Mondo

Road sign to  education and future

-Mamma per favore mi impari a leggere?

-Bimba mia, si dice “Mi insegni” non “Mi impari” perché io ti insegno a leggere e tu impari. Allora oggi ti insegno a leggere e facciamo anche un po’  di grammatica.

Siamo in Italia, una bambina di 5/6 anni cerca di imparare le basi. Siamo in Italia dove il diritto allo studio e all’educazione è legge dal 27 maggio del 1991. Allora alcuni direbbero:”E’ legge solo da ventisette anni?!”. Quello che adesso è nostro diritto, dico nostro perché è pure mio e mi considero molto fortunata, è stato un  “diritto sudato” negli altri continenti.

Parto dal presupposto che il diritto all’educazione è sancito da molti documenti internazionali tra cui la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, ma Malala Yousafzai, una ragazza pakistana ha addirittura rischiato di morire per aver lottato per ottenere il diritto all’educazione per le bambine. Penso che sia la cosa più grave del mondo! Ora ci sarà chi avrà da ridire su questa mia ultima esclamazione, ma sono sicura, è così! Perché è da questo problema che ne nascono di altri. Sono fermamente convinta che l’educazione sia fondamentale e dopo ciò lo studio. Chi studia, chi “Sa di non sapere” e quindi si documenta e legge e conosce e rilegge, rende se stesso ricco, il più ricco del mondo! E non importa quanto denaro possieda, può anche non possederne, sarà piccolo stesso, sarà più ricco dei “ricchi”. L’educazione rende forti, rende sicuri ma più di tutto, rende LIBERI!

Certe volte mi chiedo come i politici riescano spesso a convincere il popolo prendendolo in giro… La risposta è chiara: semplicemente perché prediligono la massa, quella più facile da convincere, quella che sicuramente è formata per il 90% da chi non studia più, non si aggiorna, ecco che… si accontenta! Mi sembra di tornare secoli indietro quando chi era intelligente e colto veniva ucciso. Per questo sono convinta che studiare rende forti e liberi perché nessuno potrà mai prenderci in giro.

Anche io come Mala ho un sogno, quello di una società colta, una cultura densa, in tutte le case, in tutte le scuole. Se fosse davvero così, l’Italia sarebbe un paese ricco e forte ma, ahimè, è tutto il contrario. Il problema è che vedo i miei coetanei che non vogliono cambiare nulla, va bene tutto così! Ecco, secondo me, loro sono la massa. Io, come altri, so quale sarebbe la soluzione solo che non mi ascolta nessuno! La verità, secondo me, è che non è colpa dei ragazzi, ma della scuola italiana che è uguale a quella di cinquant’anni fa. Per studio, infatti, io intendo tanti tipi di studio, tra cui quelli moderni, che lo renderebbero più facile e più piacevole. Nonostante ciò però, mi piacerebbe ricordare ai miei coetanei che lo studio è un nostro diritto e come tale dobbiamo sfruttarlo al meglio delle nostre capacità, per il nostro bene. Per quanto riguarda i metodi di studio… chissà forse se riuscirò io ad organizzare una bella rivoluzione un giorno?

Intanto faccio oro del mio diritto e me lo tengo stretto perché lo studio è l’arma più potente!

Giorgia Virgilio  VE

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