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Diverso nel mio essere normale ….. “Atypical”

foto atypical

Che ne direste di vivere una sola giornata nei panni di chi non si trova per niente a suo agio negli ambienti molto affollati o rumorosi, e che magari, in situazioni del genere, rischierebbe di imbattersi in una crisi impossibile da gestire? In quel caso provereste solo una parte di quello che prova ogni singolo giorno uno come Sam, protagonista della serie TV “Atypical”, uno scorrevole susseguirsi di episodi riguardanti la vita di un ragazzo così ostacolato eppure così determinato a vivere come ogni altro adolescente.

Essere nello spettro autistico è come essere lontani dal resto della società, non capire quasi mai cosa provano gli altri, e in ogni caso non saper reagire correttamente alle emozioni e alle esigenze delle persone con cui si ha a che fare quotidianamente.

É risaputo che vivere in un ambiente popolato quasi esclusivamente da ragazzi, come la scuola, non è facile per molti, e le difficoltà arrivano anche per quelli senza una vera patologia. L’ambiente scolastico è come un antipasto di ciò che aspetta ognuno di noi nel mondo, una volta adulti, e sa essere sicuramente crudele a suo modo.

In una serie come questa che tratta l’argomento in un modo, a mio dire ,eccellente, si trovano davvero diversi consigli su come comportarsi con un autistico, ma una cosa ancora più importante è che spesso non dobbiamo essere noi a cambiare atteggiamento, perché come ci insegna Sam, anche uno come lui può abbattere diverse barriere e integrarsi in una società così cinica e spesso ignorante come la nostra. In una tale società e in una famiglia che nasconde piccole insoddisfazioni e segreti, lui trova sempre la positività e la volontà di imparare sempre di più sui suoi coetanei (soprattutto coetanee), con il fondamentale aiuto di un collega di lavoro ma soprattutto amico, un amico per antonomasia, che con la sua spontaneità riesce ad abbracciare ogni problema di Sam per poterlo accompagnare in questo viaggio così particolare quale è la vita.

A momenti di completa apertura, però, si alternano momenti in cui il protagonista si chiude nel suo mondo, in cui sono presenti solo lui e la sua passione per l’Antartide e i pinguini, una condizione che può permettergli di ritrovare la calma e continuare.

L’argomento è stato toccato in ambito televisivo nelle interessati avventure quotidiane del fisico Sheldon Cooper nella serie “The Big Bang Theory”, sitcom americana di grande successo ancora in programmazione; opportuno dire però che la collaborazione fra l’ideatrice di “Atypical” Robia Rashid e il regista della medesima serie Seth Gordon ha portato ad una narrazione caratterizzata da una sensibilità maggiore, che rapisce e che fa immedesimare come poche altre, e che fa capire che in certi casi, l’autismo, è solo una scusa.

Edoardo Pipitone 4F

 

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