Ambiente, Iniziative

Rispetto per l’ambiente: un incontro con chi se ne intende…

Riconsiderare la tematica del rispetto per l’ambiente: questo l’obiettivo promosso dalla conferenza tenuta da due membri della guardia costiera e rivolta ai ragazzi di alcune classi del Liceo Scientifico Pietro Ruggieri e di altri istituti di Marsala. Il maresciallo Rallo, dopo essersi presentato, ha passato la parola al collega Antonino Sapienza che ha iniziato citando una frase di papa Francesco: “La natura non può essere considerata come qualcosa di estraneo a noi”. Attraverso una presentazione formato PowerPoint, ha cominciato a parlare dell’importanza di alcune aree marine protette nel nostro territorio come le isole Egadi. “Il rispetto per l’ambiente deve diventare quotidianità” ha affermato l’esperto “ma occorre innanzitutto sapere cosa significa ambiente. Per ambiente si intende l’ecosistema di esseri biotici e abiotici che interagiscono tra loro fino a creare l’equilibrio delicato dell’ecosistema. “E proprio l’ecosistema è ciò che deve essere salvaguardato da tutti. Il fenomeno dell’antropizzazione, ossia il forte impatto delle invenzioni umane, rischia di distruggere questa serie di equilibri.

La visione di alcuni filmati (tratti da film e documentari scientifici) ha inoltre aiutato a chiarire definitivamente che non si può crescere in modo infinito su un pianeta di dimensioni finite. “Sono come il mare, anche quando è fermo non è mai immobile”: proprio con questa citazione si apriva la slide introduttiva della parte di power point dedicata al Mediterraneo. Il “mare nostrum” produce il 20% del PML (prodotto marino lordo). Molti pescherecci sostentano diverse famiglie che nella nostra città lavorano nel settore della pesca. Industria ittica marina è dunque sinonimo di risorsa da salvaguardare, così come la navigazione nel Mediterraneo, importante fonte di comunicazione. Dimora di alcune specie come la Posidonia Oceanica, fondamentale componente dell’ecosistema marino con la sua azione di assorbimento di anidride carbonica, il Mediterraneo ospita anche circa 3000 specie “aliene”, derivate dall’inquinamento e provenienti da mari stranieri attraverso acque di zavorra delle navi. Tali specie sono invasive e possono sopprimere le specie preesistenti. Ma arginare l’inquinamento urbano non è sufficiente. Da controllare sono anche quello industriale, acustico e agricolo. Infine una piaga per tutti i mari del pianeta sono senz’altro gli incidenti durante il trasporto degli idrocarburi. Una volta inondato di petrolio, il mare smette di vivere così come tutte le specie che vi abitano. La biodiversità è un’enorme ricchezza per il nostro pianeta. Diverse aree marine protette si pongono l’obbiettivo di preservarla. “Siamo quello che mangiamo” si ripete spesso. In effetti è proprio così. Negli ultimi anni il tasso di malattie e malformazioni negli esseri marini e di conseguenza negli uomini stessi è notevolmente aumentato. “Se inquiniamo l’ambiente, inquiniamo noi stessi!”: questo è il messaggio che gli esperti ci hanno comunicato e che può essere tradotto in una serie di comportamenti pratici da tenere, pensandoci due volte – ad esempio – prima di gettare un sacchetto di plastica in mare.

Greta Marchese, Martina Aruta, Alessio Gambina, Flavio Paladino, Francesco Arini

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